Tunisia: progetto TER-RE entra in una nuova fase

di Alberto Sciortino

Dopo il caldo estivo, a Tataouine e nel sud della Tunisia è arrivato un periodo di forti piogge. Ben accolti da una popolazione abituata alla siccità, gli improvvisi rovesci hanno nondimeno messo ancora una volta alla luce i problemi di un territorio fortemente bisognoso di protezione contro l’erosione. Quattro morti (due a Matmata e due a Gabes) sono ad oggi il drammatico bilancio umano delle piene degli oeud, ma a questo bisogna aggiungere il dilavamento dei pendii e il trascinamento a valle, verso le piane e verso il mare, dei troppi rifiuti che inquinano i letti di questi oued, senza contare le strade interrotte o danneggiate e i disagi alle comunicazioni.

Il progetto TER-RE è entrato intanto in una nuova fase di intense attività che si protrarrà nei prossimi mesi. Il 12 ottobre abbiamo inaugurato a Bir Thalathine il primo dei centri di trasformazione dei cinque previsti per i nostri Groupements de Développements Agricoles costituiti dalle donne dei villaggi. Alla presenza delle autorità locali, della stampa, di altre associazioni di sviluppo e soprattutto delle donne aderenti al GDA e di delegazioni degli altri quattro villaggi, è stato organizzato un buffet all’aperto, nel cortile del nuovo centro, basato su piatti tradizionali direttamente preparati dalle donne, una scelta che è stata molto apprezzata e che pensiamo di replicare.

La giornata è stata introdotta precedentemente da un dibattito pubblico alla sede di Tataouine dell’Institut des Régions Arides (il partner scientifico del progetto), durante il quale è stato fatto il punto sullo stato delle attività coinvolgendo nella discussione ancora una volta enti pubblici, associazioni e i nostri GDA. Il tema che più ha impegnato la discussione è stato come passare adesso dallo stadio di GDA che realizzano prodotti in quantità limitata e li vendono ancora in modo irregolare, a quello di vere e proprie piccole imprese capaci di presentarsi sul mercato nazionale e potenzialmente su quello internazionale.

E mentre si completano i lavori e l’acquisto delle attrezzature negli altri quattro centri previsti (per fine anno contiamo di completare questa parte), abbiamo sistemato le attrezzature necessarie per la coltivazione delle nuove parcelle agricole che produrranno alcune delle piante meno presenti sul mercato locale tra quelle necessarie alla realizzazione dei prodotti, le donne di quattro villaggi si preparano a partecipare alla fiera nazionale del tessile, prevista dal 15 al 24 dicembre a Tunisi e abbiamo avviato la prima parte della formazione in gestione a amministrazione dedicata alle dirigenti dei GDA, con la formazione in aula. A questa faranno seguito incontri specifici villaggio per villaggio per impostare la contabilità e una buona gestione delle risorse di ogni gruppo: la trasparenza e l’affidabilità sono chiavi importanti del mantenimento della fiducia in questo sforzo collettivo e della partecipazione delle donne a queste imprese.

E intanto, si iniziano a porre le basi per una nuova attività: un bando per sostenere nuove piccole imprese che lavorino per la promozione dei prodotti e del turismo sostenibile a Tataouine. Ma di questo… a tempo debito. Che le potenzialità ci siano ce lo ha dimostrato anche un gruppo di viaggiatori italiani che è giunto in visita al progetto nelle settimane scorse, a conoscere le bellezze poco conosciute di questo territorio, ad apprezzarne i prodotti e a dialogare con le donne dei nostri villaggi, sempre più interessate a queste prospettive di scambio, non solo e non principalmente commerciale.

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