Lezioni di imprenditoria cooperativa a Tambacounda

di Camilla Carabini, Coopermondo

Il Senegal è uno dei Paesi da cui parte un gran numero di migranti che sbarcano in Italia (circa l’8% del totale). Il Progetto PONTI, co-finanziato dal Ministero dell’Interno, si pone come obiettivo quello di dare un’informazione corretta e trasparente ai giovani senegalesi circa le dinamiche della migrazione e offrire un supporto a coloro che vorrebbero iniziare attività imprenditoriali nel proprio paese.

Per questo Coopermondo, attraverso l’azione diretta di Don Bosco 2000, associata a Confcooperative Sicilia, ha svolto la prima attività sul campo, a Tambacounda.  Dopo aver programmato il viaggio, nelle prime settimane di ottobre, una numerosa squadra di cinque formatori  (Agostino Sella, Roberta La Cara, Francesco Lotta, Domenica Sapienza e Debora Granata) e due mediatori culturali (ex beneficiari SPRAR formati in mediazione culturale e che ora collaborano attivamente con l’associazione) si è recata in Senegal.

La prima fase, è consistita nella individuazione e selezione dei corsisti, avvenuta grazie al contributo dei mediatori culturali. Sono stati selezionati 33 giovani abitanti di Tambacounda e dei villaggi del circondario, di cui 1/3 donne. L’età media dei ragazzi è stata 21 anni ed erano tutti scolarizzati.

La formazione ha riguardato le seguenti macro-aree:

  • La cooperazione/progettazione
  • Il lavoro di gruppo e la rete territoriale
  • La legge Ohada
  • Gestione di impresa e business plan
  • Comunicazione
  • Pari Opportunità

Lezioni frontali ed esercitazioni di gruppo si sono alternate a dinamiche psicologico-esperenziali di gruppi, con l’obiettivo di fare brainstorming ed elaborare proposte progettuali individuali. Ciascuna proposta è stata oggetto di studio e approfondimento attraverso gli strumenti tecnici della progettazione, con la finalità di realizzare start up di impresa, previste a partire dal prossimo gennaio.

“Siamo molto soddisfatti di questa prima missione. Sono molto buoni i risultati raggiunti e il livello di acquisizione dei contenuti proposti e ottima la qualità della partecipazione da parte dei corsisti. Abbiamo rispettato il cronogramma che ci eravamo prefissati e i ragazzi hanno mostrato forte spinta a continuare la formazione anche a gennaio”, ha commentato Roberta La Cara, di Don Bosco 2000.

Inoltre, una fase esplorativa ha consentito di iniziare un’analisi del contesto e dei fabbisogni locali. Questi sono stati in parte rilevati ed è stato sentito il parere della rete formale e informale sul territorio.

La conclusione del corso ha previsto un momento di condivisione e convivialità e un momento di restituzione sulle aspettative nutrite e le prospettive future. Nell’attesa del secondo ciclo di formazione che avrà luogo a dicembre, ci si è riproposti di lavorare a distanza all’approfondimento di una scheda progetto, propedeutica alla fase successiva di ricerca e reperimento fondi per la realizzazione delle attività imprenditoriali.

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