Meeting Regionale del Progetto SOLIDAR MENA

Il 24 e il 25 novembre si è svolto a Rabat, in Marocco, il meeting Regionale del Progetto “Decent Work, Social Justice and Freedom of Association in The Middle East and North Africa”, co-finanziato dall’Unione Europea e di cui SOLIDAR è capofila. ARCS ha partecipato all’evento in quanto focal point del progetto per la Giordania e coordinatore delle attività in corso nel Paese realizzate da due ONG giordane: Tamkeen Fields for Aids e East and West Center.

Il progetto, iniziato nel 2015 e che coinvolge 21 partners provenienti da 11 Paesi (Algeria,Egitto, Libano, Giordania, Palestina, Tunisia, Marocco, Belgio, Francia, Italia e Spagna), ha come obiettivo quello di rafforzare il ruolo delle associazioni, dei movimenti sociali e dei sindacati indipendenti in Nord Africa e Medio Oriente nel promuovere riforme e cambiamenti democratici nei loro Paesi e di stimolare la partecipazione della società civile nei processi decisionali locali, regionali ed europei.

L’occupazione giovanile è stato il tema centrale della Conferenza Regionale, questione di grande attualità per tutti i Paesi delle due sponde del Mediterraneo. Quello che è emerso è che la disoccupazione giovanile è un problema comune a tutti i Paesi, e riguarda nella maggior parte dei casi più le ragazze che i ragazzi, soprattutto coloro che possiedono un alto livello di istruzione i quali molto spesso vedono come unica alternativa lasciare il proprio paese ed emigrare in Europa o negli Stati Uniti.

Altro problema è legato al lavoro informale ed illegale. Infatti, molto spesso i giovani, non riuscendo ad entrare nel mercato del lavoro, sono costretti a lavorare in nero o ad accettare le offerte di associazioni criminali.  In Giordania, come ha riportato il East and West Center, uno dei due partner di ARCS del progetto e responsabile di una ricerca sul tema della disoccupazione giovanile, il 27% dei giovani lavora in nero e la disoccupazione femminile è la più alta di tutta la regione, nei primi sei mesi del 2017 ha raggiunto il 33%.

Oltre agli spunti di riflessione presentati dei vari partners locali del progetto, sono intervenuti anche vari membri della società civile dei paesi coinvolti come ad esempio il Phenix Center per la Giordania o il Tunisian Forum for Youth Empowerment per la Tunisia,  che hanno apportato un contributo significativo in merito alla situazione della disoccupazione giovanile nella regione riportando non solo dati relativi allo stato di disoccupazione dei rispettivi paesi ma anche focalizandosi sul problema delle politiche pubbliche che non agevolano l’accesso al mondo del lavoro dei giovani e la mancanza di un dialogo sociale a livello nazionale.

È stato inoltre organizzato un traning di advocacy col fine di scambiare buone pratiche tra i vari partecipanti al meeting. Tramite vari giochi di ruolo e lavori di gruppo sono state spiegate ed illustrate nuove tecniche da usare non solo per le campagne a livello nazionale ma anche per sviluppare campagne di advocacy anche a livello internazionale. I partecipanti al training hanno potuto impare nuove strategie e differenti livelli di intervento per portare avanti le cause delle rispettive organizzazioni.

Al termine dell’evento, le organizzazioni partecipanti hanno ribadito la necessità di incentivare politiche inclusive di occupazione giovanile attraverso il coinvolgimento diretto dei giovani.

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