Toog Sabab Tekki – Restare, Intraprendere, Riuscire

di Alessia Romeo, CIES

Quando mi hanno proposto di partire per il Senegal per condurre una formazione nell’ambito del progetto Ponti ho esitato.

Tornare in Senegal dopo dieci anni mi faceva paura. Tutti mi dicevano “Vedrai è tutto diverso!” “Ogni cinque mesi cambia tutto, non si riconoscono più le strade”.

Sono partita pensando che non avrei riconosciuto nemmeno me stessa, guardando alla ragazza sognatrice di dieci anni fa con un po’ di tenerezza.

Poi ho conosciuto i promotori e Mambaye Diop, l’esperto locale con cui ho condiviso la formazione e mi sono subito ritrovata, tra le strade sabbiose di Thiaroye.

Credo che il mio senso di appartenenza a quei luoghi abbiano avuto un ruolo nella buona riuscita della formazione, ma quello che ha contato di più è stato il gruppo dei promotori: recettivi, interessati, curiosi, disposti a mettersi in gioco e con tante, tante competenze.

Il mio compito è stato, così, soprattutto quello di facilitare il lavoro del gruppo, nell’ambito del  Ponti,  per arrivare alla costruzione di una campagna sui rischi della migrazione irregolare e sulle opportunità  che il  progetto e il territorio, con i loro servizi, possono offrire ai giovani.

È stato prodotto un piano d’azione molto ricco per la campagna “toog sabab tekki” (restare, intraprendere, riuscire) in cui si cerca di cambiare l’ordine delle cose, capovolgendo la situazione, come le piroghe del logo o come il termine tekki, frequentemente accostato alla riuscita nella migrazione, che qui viene collegato al restare nel proprio Paese.

Un Paese che cambia e che ha tanta energia da mettere in campo.

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