Ogni mattina a Beirut

di Adele Cornaglia

Beirut la non-città, così come viene definita dal poeta Adonis, non è una città qualsiasi, ma la città per eccellenza dove a determinarne la particolare connotazione sono proprio i suoi abitanti. Così essa diventa la città dai mille volti e dalle realtà sovrapposte. Chiunque passi da qui vi lascia un segno: lo hanno fatto i fenici, gli egiziani, i bizantini, i romani, gli ottomani, i francesi e tutti gli anni di guerra e lotte interne e, continuano a farlo ogni giorno i suoi cittadini. Si dice che Beirut sia stata distrutta e ricostruita più e più volte sempre guidata da una grande volontà di ricominciare e da un’eccezionale capacità di modificarsi. E comprendere tutto questo non è difficile, infatti basta percorrere le sue strade.

Le strade di Beirut non si attraversano a piedi o meglio, pochi lo fanno. Basta scendere in strada e di lì a poco sei sicura di sentire il suono del clacson di un’auto. Qui i taxi attirano la tua attenzione così. Contratti il viaggio: service, servicen o taxi in base al prezzo e vai! È così che comincia il tuo viaggio…

Dentro l’abitacolo dell’auto, ti ritrovi a scambiare due parole col conducente di turno utilizzando il poco arabo che conosci, ti capita di fare l’occhiolino al bimbo seduto in braccio alla sua mamma di fianco a te che contraccambia con un gran sorriso o, magari finisci nel mezzo di due omoni che rientrano a casa dopo una faticosa giornata di lavoro. Tutti molto ospitali e disponibili ad aiutarti laddove possono.

Ma è proprio fuori dal finestrino che il viaggio stesso prende forma. Immersa nel traffico attraversi un quartiere dopo l’altro, dove statue di santi o bandiere politiche ne determinano l’identità. Passi in strade che si colorano di luci, bandierine e poster a seconda della festa da celebrare. Scovi antiche rovine bizantine e romane. Vedi case coi segni della guerra ancora impressi, altre completamente disabitate e grattacieli di vetro appena costruiti. Scopri negozi di lusso, negozietti di spezie e forni dove assaporare un buon manaush allo zatar. Costeggi a bordo strada venditori di fave e pannocchie grigliate, mercanti di uccellini, coniglietti e piccoli animali domestici. Luci, edifici, colori, venditori ambulanti, suoni, auto e van diventano un tutt’uno in questa città dai mille contrasti.

Beirut è così, una nuova scoperta ti attende dietro l’angolo della strada appena imboccata. E tu non puoi far altro che salire ogni mattina su un nuovo taxi e riprendere il tuo viaggio lì dove l’avevi lasciato il giorno precedente.

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