Nel 2018 in alto in cielo la pace, la solidarietà e la giustizia.

di Silvia Stilli, direttore di ARCS

2018: un anno decisivo per la solidarietà internazionale.

La cooperazione internazionale é chiamata a definire le vere priorità e la coerenza della sua azione. Il mondo non governativo sarà sempre un ‘fattore determinante’ in questo quadro, perché in grado di valorizzare il suo ruolo di facilitatore del dialogo, della garanzia dei processi di ownership democratica, della partecipazione delle comunità alla definizione di un mondo più giusto e sostenibile e della tutela dei diritti umani e di chi li difende.

Il contesto di crisi umanitaria é oggi molto più esteso e ‘variegato’, i conflitti si allargano rapidamente, come dimostra la vicenda siriana, e si stabilizzano nelle loro atrocità e nello stillicidio dello sterminio della popolazione civile. Si ‘esternalizzano’ e producono radicalizzazioni estremiste laddove le risposte della comunità internazionale non riescono ad affermare la pace.

La società civile da tempo chiede politiche nazionali e internazionali tra loro connesse e coerenti: occorrono senza indugio immediate risposte efficaci e di giustizia di fronte alla tragedia dei flussi migratori, alla disumanizzazione delle condizioni dei popoli in fuga, sospesi tra il rischio di morire in mare, dal freddo o sui binari o di stenti nel deserto, di subire violenze o di essere schiavizzati, di venir massacrati nei centri di detenzione in Libia o respinti tra muri e fili spinati.

Migliaia di bambine e bambini morti o scomparsi in questi viaggi per trovare migliori condizioni di vita. Un’intera generazione a rischio. L’Africa é la principale vittima dei cambiamenti climatici a causa dello sconsiderato sfruttamento della sua Terra e delle sue risorse e della negazione del diritto all’Acqua, alla salute, all’istruzione, alla vita.

Mi sono fermamente convinta che l’impegno italiano nella cooperazione internazionale allo sviluppo debba concentrarsi particolarmente sul Medio Oriente e su tutta l’Africa. Adesso sì.

Nella rilettura e nella reimpostazione del partenariato tra Europa ed Africa l’Italia ha oggi geopoliticamente e per mission naturale un ruolo centrale. Ne parleremo in tanti alla conferenza nazionale della cooperazione internazionale del 24 e 25 gennaio prossimi a Roma. In tante e tanti, sì, ce lo auguriamo. Un’invasione di genti, idee,colori.

In quell’occasione le organizzazioni sociali faranno di tutto per garantire una partecipazione importante delle giovani generazioni, quelle del volontariato internazionale e del mondo della scuola e delle Università.

ARCS parteciperà attivamente alla conferenza.

La nostra ong si candida a dare un contributo importante nel mondo associativo alle sfide per il 2018, con il programma aggiornato di priorità e proposte che gli organismi stanno definendo per l’assemblea dei soci: ripartendo dalla Palestina e dalla Siria, per arrivare fino al centro del continente africano. Gli attuali presidi in Libano, Giordania, Tunisia, Senegal e Camerun ci indicano importanti percorsi.

Ma ARCS resterà attiva anche sostenendo il processo di pace in Colombia e rafforzando le comunità e la società civile a Cuba.

ARCS nel 2018 proporrà con sempre maggiore impegno la partecipazione dei soci, di cittadine e cittadini alle occasioni di viaggi solidali e campi di conoscenza tematici nei Paesi della sua progettazione. E promuoverà con maggiore enfasi e visibilità le esperienze di mobilità e volontariato all’estero per i giovani, che già con successo sta realizzando con i programmi del servizio civile internazionale, dei corpi civili di pace, del servizio volontario europeo e delle occasioni delle azioni di Erasmus+.

Sarà un anno solidale vero il 2018, lo promettiamo. Facciamo volare in alto la pace e la solidarietà.

Auguri per un mondo di pace e giustizia in tutte le lingue e in tutti i dialetti del mondo.

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