INNOVA CUBA: tecniche di digitalizzazione al servizio della salvaguardia del patrimonio storico/culturale.

di Federico Mei, coordinatore ARCS a Cuba

 “Il bello deve ancora venire”, come diceva Totò, dove il bello fa riferimento alle ricchezze storico/culturali dell’Avana Vecchia e alla loro conservazione e valorizzazione che rappresentano due aspetti centrale del progetto INNOVA CUBA.

Il fondamento della tutela dei beni culturali, così come la loro valorizzazione infatti, è sempre stato un’approfondita conoscenza di essi e quindi la raccolta, elaborazione, catalogazione e diffusione delle informazioni su di essi.

Gia ARCS aveva affrontato il tema, sempre in collaborazione con il laboratorio GeCO dell’Università di Firenze, nel 2013-2014 all’interno del progetto Salvaguarda de los valores patrimoniales y culturales que atesora el Centro Historico de La Habana”, quando per la prima volta viene introdotta a Cuba la tecnologia dello scanner laser.

Ricordo con piacere quelle giornate di formazione in strada dove molti passanti curiosi si avvicinavano per chiederci se stavamo girando un film mettendosi in posa davanti all’obiettivo dello scanner immaginando si trattasse di una cinepresa.

Lo scanner laser infatti è uno strumento simile ad un videoproiettore montato su un treppiedi, che, lo dice la parola stessa, scannerizza strutture o oggetti. Dalla scannerizzazione si ottengono una miriade di punti geometrici, detta nuvola di punti, che, attraverso programmi dedicati permette di ricostruire in maniera minuziosa praticamente qualsiasi cosa fino ad arrivare alle ormai famose ricostruzioni 3D.

Chiaramente si tratta di una tecnologia di punta e per questa ragione molto cara nonché difficile da usare e che quindi poco si presta ad un uso diffuso. Grazie all’avanzamento tecnologico e soprattutto alle tecniche di digitalizzazione che sfruttano le potenzialità delle tecnologie informatiche, negli ultimi anni è tornata quindi in auge una tecnica tradizionale che si basa sugli stessi principi di quella dello scanner laser ma che parte dalla fotografia, in questo caso digitale.

Va detto che Laser Scanner e Fotogrammetria non sono tecniche alternative, ciascuna ha specifiche applicazioni e limitazioni, così come casi in cui una può risultare più semplice e efficace dell’altra. Inoltre i dati ottenuti possono integrarsi reciprocamente per una più completa documentazione di un bene. Tuttavia, utilizzando una normale macchina fotografica invece di un più costoso e ingombrante laser scanner, questa tecnica si presta ad un uso più esteso e flessibile.

Inoltre, anche se per ottenere risultati affidabili l’elaborazione deve essere svolta da personale esperto, la fotografia è un mezzo di comunicazione molto più diffuso, utilizzato da molti e comprensibile a tutti.

La partecipazione della popolazione e non solo degli esperti, è infatti un aspetto prioritario per il successo di qualsiasi azioni diretta alla conservazione e valorizzazione del patrimonio. Da qui l’importanza di questa tecnica che infatti permette di:

  • coinvolge attivamente la popolazione nei processi di tutela e valorizzazione, rafforzando la consapevolezza di essere in grado di contribuire alla formazione dell’identità del proprio territorio;
  • consente una più rapida raccolta e catalogazione di dati utili alla tutela del patrimonio, permettendo agli operatori specializzati di concentrarsi sulle fasi di lavoro che richiedono competenze più approfondite;
  • avvicina molte persone alle nuove tecnologie permettendo di acquisire in modo pratico e piacevole competenze che possono essere trasferite anche ad altri settori economici e culturali.

Per la realizzazione del corso e per permette alla Oficina de l’Historiador de l’Avana e a quella di Camaguey di far propria la tecnica ed inserirla a pieno all’interno del suo piano di lavoro, sono state nel frattempo consegnate tutte le attrezzature necessarie al suo sviluppo che comprendono 5 computer di ultima generazione in grado di elaborare una grande quantità di dati, stazioni totali, macchine fotografiche professionali e software dedicati per l’elaborazione dati oltre a tutta una serie di accessori (come lenti, treppiedi, ecc…) necessari a completare l’equipaggiamento. Una parte di queste attrezzature sarà installata presso l’Oficina del Historiador della città di Camaguey per poter avviare anche in questa città, patrimonio Unesco, una prima capacità di elaborazione digitale di dati patrimoniali.

Il corso, tenuto da un team del Laboratorio GeCO dell’Università di Firenze, coordinato dalla prof.ssa Grazia Tucci, si terrà nei giorni 23 gennaio/2 febbraio e coinvolgerà 12 tecnici cubani di cui 10 dell’Oficina de l’Historiador de l’Avana e due di quella di Camaguey. Alla fine del corso si terra un seminario di fotogrammetria partecipata che coinvolgerà studenti e tecnici di altre aree proprio a dimostrare le sue potenzialità anche in altri ambiti.

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