TATA-OUI: un nuovo marchio per i prodotti di Tataouine

di Alberto Sciortino

I collettivi di donne riuniti nei Groupements de Développement Agricole nel quadro del progetto TER-RE nei villaggi intorno a Tataouine cominciano a diventare meta da visitare per il turismo più attento, quello che cerca il contatto con la popolazione e cerca di capirne la cultura. Dopo la visita di novembre, anche a dicembre scorso una trentina di italiani organizzati da un tour operator hanno voluto passare una serata con le donne del villaggio di Bir Thalathine, cenando insieme alla sede del GDA e acquistando i prodotti locali.

C’è da sperare che questo ripreso flusso turistico, per quanto ancora limitato, non si lasci intimorire dai recenti avvenimenti del paese, ancora una volta – in questo inizio d’anno e in coincidenza con l’anniversario della rivoluzione – teatro di manifestazioni contro il carovita (con qualche risvolto violento e una forte repressione governativa): le aspettative del post rivoluzione tardano ad essere soddisfatte, la sfiducia si diffonde e la classe politica non sembra in grado di dare altre risposte oltre quelle repressive, visto tra l’altro che molte misure di austerità sono imposte dagli organismi internazionali.

La situazione economica resta quindi difficile per molti settori della popolazione e lo si è visto anche nello scarso giro d’affari registrato a dicembre dalla fiera nazionale dell’arredo e decoro casalingo, allo spazio fieristico del Kram a Tunisi, cui anche il nostro progetto ha partecipato con i suoi prodotti tessili.

Creare impresa, e soprattutto creare piccole imprese che realizzano prodotti artigianali, naturali e basati sul savoir-faire tradizionale, è una scommessa di non poco conto, in questo contesto e il progetto TER-RE e le donne che vi partecipano, ce la stanno mettendo tutta, nonostante le difficoltà.

Nei giorni scorsi abbiamo finalmente registrato all’Istituto della Proprietà Industriale il marchio territoriale che accompagnerà i nostri prodotti (alimentari, tessili e cosmetici) in questa avventura verso il mercato, ma che – in linea di principio – sarà applicabile a tutti i prodotti della regione che diano garanzia di preparazione artigianale e naturale e mirino a garantire un reddito ai settori sfavoriti della popolazione, valorizzando il territorio.

Il logo scelto per questo marchio è “TATA-OUI”. L’idea sottesa a questa scelta è che si debba finalmente dare un messaggio positivo della regione di Tataouine e della sua popolazione, troppo spesso vista come una zona culturalmente arretrata in cui gli alti tassi di disoccupazione giovanile incitano all’attesa passiva di impieghi pubblici, più mitici che reali. Il logo “TATA-OUI” è scritto in parte con caratteri che richiamano l’alfabeto tifinagh, cioè quello con cui si scrive – o si dovrebbe scrivere – la lingua detta “berbera” (più correttamente “tamazigh”), una delle componenti della cultura locale, nei decenni passati oggetto di repressione da parte dei governi e che oggi ricomincia a circolare: è parlata correntemente in casa in tre dei cinque villaggi del nostro progetto.

Ad accompagnare il nome, tre simboli di questo territorio: un sole, a simboleggiare il clima caldo; uno “ksar” stilizzato, a simboleggiare il ricco patrimonio storico; una mano per rappresentare le ricche capacità artigianali. E ancora, a fianco del logo, lo slogan “Tataouine essemha”: Tataouine, la generosa, la tollerante, la disponibile.

 

Condivido sui social media!