Parcheggiati

di Linda Zambelli

Sono molti i parcheggiatori de l’Havana e onestamente non ho ancora capito a che servono e di cosa si occupino veramente considerando che qui la percentuale di macchine pro capite è bassissima. Poche persone possono permettersi un’auto e la maggior parte si sposta con mezzi pubblici o almendrones (taxi collettivi) poco costosi. Cuba è un paese con carenze di mezzi e di strumenti tecnici, ma non è un paese ‘povero’. Non è povero perché garantisce cure mediche, aiuti alimentari e trasporti pubblici alla cittadinanza. Non è povero perché investe sull’educazione e sullo sviluppo fisico ed intellettuale delle nuove generazioni.

I parcheggiatori li riconosci da lontano. Hanno la pettorina arancione, un berretto per il sole e l’aria annoiata. Vedendoli seduti nelle loro sedie di plastica mezze scassate o in piedi in mezzo alla strada, mi è capitato di pensare a quanto sia inutile il loro lavoro e a quanto mortificante dovesse essere passare così tanto tempo senza fare quasi nulla; poi mi sono resa conto che quello che stavo pensando di loro, in realtà era quello che stavo pensando di me.
Non è facile essere giovani in Italia, non è facile essere sereni e spensierati ed è quasi impossibile essere ottimisti senza essere presi per scemi. Gli ultimi dati Ocse fanno rabbrividire, siamo un esercito di parcheggiati. Truppe ben allineate di neet senza speranza. Carne da macello di politici che si inventano le cose più incredibili per giustificare quello che non stanno facendo. Siamo molti, ma l’essere in tanti non è una grande consolazione. E mentre l’età avanza passiamo da un parcheggio all’altro, la scuola, l’università, garanzia giovani, master e dottorati, corsi e tirocini vari e perché no, anche il servizio civile.
A Cuba è diverso, i giovani vengono valorizzati, incoraggiati e coinvolti. Qui la disoccupazione è pari al 2,4% e i giovani laureati, strano ma vero, trovano lavoro nella loro disciplina di specializzazione. Poco più che ventenni entrano a far parte della società in modo attivo, dando il proprio contributo alla collettività. Gli stipendi non sono alti, ma il sistema di welfare contribuisce a garantire la dignità personale.
Quel parcheggiatore aveva ragione quando disse che ‘per quanto piccolo possa essere, è importante dare il proprio contributo‘.

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