Beirut, resilienza e violenza di genere: secondo training AIDOS al community center di Nabaa

di Elisa Piccioni

Si è conclusa venerdì 16 febbraio la seconda parte del capacity building di AIDOS, su resilienza, disturbo post traumatico da stress  (DPTS) e violenza di genere destinato agli operatori del centro comunitario di Nabaa, gestito dal partner di ARCS in Libano Basmeh & Zeitoneh.

Il training, realizzato nell’ambito del progetto “Educazione, salute e inclusione sociale per bambini e donne di Nabaa (Burj Hamoud)” co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, è stato condotto dalla psicoterapeuta Cristina Angelini con l’obiettivo di approfondire con gli operatori locali le metodologie più efficaci per la diagnosi e il trattamento di casi psicologici complessi, inclusi donne e bambini affetti da DPTS o vittime di GVB.

Gli operatori del centro, sono impegnati anche in attività di sostegno psicologico e psico-sociale per donne e bambini, la maggior parte dei quali  vivono in condizioni di vulnerabilità economica e sociale e hanno alle spalle l’esperienza traumatica e disorientante della guerra.  Oltre il 60% degli utenti del centro sono infatti rifugiati siriani e molti hanno subito lutti e separazioni familiari a causa del conflitto o sono stati testimoni di eventi violenti in zone di guerra.

Con l’aumento dell’insicurezza e la riduzione delle opportunità, la vulnerabilità delle donne a situazioni di violenza, non solo fisica, ama anche psicologica ed economica, aumenta. Più frequenti sono infatti i casi di violenza di genere, compresa la violenza sessuale e domestica, il matrimonio precoce, è molto frequente tra la popolazione rifugiata.

Per questi motivi, la promozione dei diritti umani, in particolare delle donne, e la tutela del benessere psico-sociale della popolazione colpita è essenziale per sostenere il processo di ritorno alla normalità, di pari passo al ristabilimento di un senso di sicurezza e fiducia e dell’accesso ai servizi di base quali cibo, riparo e assistenza sanitaria.

Il centro comunitario di Nabaa, è stato avviato nel 2016 con l’obiettivo di potenziare la presenza nel quartiere di servizi di consulenza medico, legale e psicologica e di offrire opportunità di apprendimento informale per gli abitanti del quartiere, in maggioranza rifugiati ma anche libanesi e lavoratori migranti.

Il centro offre oggi attività socio-ricreative per bambini, articolate in un programma di Peace Education, supporto scolastico per adolescenti e ragazzi, corsi di life-skills, inglese e informatica per donne e giovani.  Nel 2017 è stato inoltre aperto un Information Hub che offre attività di sensibilizzazione e prima consulenza medica e psicologica su salute riproduttiva e violenza di genere.

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