Continuano le nostre attività all’interno del progetto ScEGLi

Queste ultime due setttimane sono state piene di attività per ARCS nell’ambito del progetto “ScEGLi: Scuole ed Educazione in Giordania e Libano”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione alla Sviluppo (AICS).

Domenica 18 febbario è stata fatta la prima distribuzione di kit scolastici in due scuole: la Um Jawza Mixed e la Um Jowza school for Boys .

All’evento ha partecipato l’Ambasciatore italiano Giovanni Brauzzi che ha sottolineato l’importanza dell’educazione come pilastro di crescita del Paese.

Oltre all’Ambasciatore,  che ha anche distribuito i primi kit in una classe, hanno partecipato Laura Cicinelli, Capo programma di Assistenza Umanitaria in Giordania – AICS Amman, Salim Al Sharaydah, Capo del Direttorato dell’Educazione di Salt, Khalid Khashman, Capo della Municipalita’ di Salt, e Hamdan Al Housani Governatore di Salt.

I kit nelle altre tre scuole verranno distribuiti l’ultima settimana di febbraio.

Sono iniziate inoltre le prime sessioni di sensibilizzazione rivolte agli alunni delle scuole e ai loro genitori in merito alla violenza nelle scuole e alla protezioni dei minori. ARCS in collaborazione con altre ONG locali realizzerà 25 sessioni di sensibilizzazione all’interno delle cinque scuole del progetto in merito a vari temi quali il bullismo nelle scuole, violenza, matrimoni precoci, diritti dei minori, ecc..

Le prime due sessioni sono state condotte dalla ONG Jordanian Women’s Union in  due scuole.

Nella Um Jawza mixed school con la presenza anche di alcuni alunni della Um Jowza school for Boys  si è parlato di violenza di genere.

Quello che è stato piu’ rilevante alla fine della sessione è l’aver scoperto che molti di loro hanno subito violenze non solo a scuola ma anche in casa e per strada. Soprattutto le ragazze hanno sottolineato la discriminazione all’interno del nucleo famigliare in comparazione con i maschi.

Un’ altra questione molto importante che è emersa è stata che secondo tutti i  ragazzi le norme e la cultura del paese discriminano le ragazze perchè non possono godere a pieno dei loro diritti.

Nella Al Modari school for boys si e’ invece discusso di matrimoni precoci. È stato molto interessante vederi questi ragazzi fare domande su un tema così sensibile e essere coinvolti nella discussione con il trainer. Pochi di loro erano a conoscenza dell’età legale per sposarsi in Giordania ( 18 anni) e questo ha dato modo alla trainer di sottoporre alcune domande sul tema direttamente ai ragazzi e sentire le loro risposte.

Quasi tutti i ragazzi hanno partecipato attivamente alla sessione e si sono dimostrati sensibili al tema e curiosi di avere più informazioni in merito.

Sebbene ci sia bisogno di maggiore sensibilizzazione su questi temi il coinvolgimento attivo e partecipato di questi ragazzi fa ben sperare per le generazioni future di questo Paese.

 

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