In Libano tra bandiere, strade e relazioni

di Ilenia Careddu

Le bandiere sono per eccellenza un simbolo, ed in arabo la parola bandiera, 3lam, significa anche simbolo. Questo e’ certo un dato di fatto, e se vogliamo, uno molto scontato. Qui in Libano pero’ mi sono soffermata a pensare a questo alto valore simbolico, non a caso: non ho mai visto cosi’ tante bandiere nella mia vita. Quartiere che vai, bandiera che trovi: quella armena, quella di Fatah, Hezbollah, Amal, quella della Palestina, quella nera che inneggia a Hussein. E’ un po’ come se alla nota mancanza della toponomastica stradale, gli abitanti di Beirut abbiano voluto dare comunque delle indicazioni agli sventurati viandanti come me, persi nei grovigli dei quartieri sconosciuti. Su tutte troneggia la bandiera Libanese, che al centro reca un cedro, a sua volta spesso utilizzato come simbolo del Paese stesso.

In alcune occasioni ho in particolare riscoperto il simbolismo potente di una bandiera. Ad esempio quando, nelle attivita di body painting con i bambini di 5 anni, gli stessi ci chiedevano di disegnare sui loro visi la bandiera siriana accanto ai fiori, ai cuori e alle farfalle. L’ho riscoperto anche quando, invitati a fumare il narghile’ da un giovane libanese autista di un piccolo autobus, ci siamo ritrovati dentro questo stanzino tanto curioso quanto familiarmente simile ai posti di ritrovo che talvolta frequentavo nella mia vita da adolescente di provincia. Una strana sensazione di familiarita’, mista al sentimento che qualcosa fosse nettamente differente in questa periferia beirutina.

Ma su quali assi giace questa differenza, pur soggettivamente rilevata? A questo interrogativo mi sono risposta che qui il simbolismo di queste due bandiere, palestinese e libanese, accostate sia una storia viva. E’ sulle pareti di uno sgabuzzino ma vive di relazioni con le persone, con i luoghi. E’ un simbolo che si nutre di aneliti e di storie di appartenenza e viene esposta per un bisogno di voler ribadire tra quattro mura che siamo vicini e siamo amici, ma siamo anche diversi.

Non sono mai stata un’amante delle bandiere, mi hanno sempre fatto pensare ai confini, alla difesa di identita’ talvolta costruite. In Libano forse mi ci sono abituata, e almeno riesco a raggiungere Sassine square guidata dall’enorme bandiera libanese innalzata sul palazzo, altissima. Alla fine, penso, una bandiera puo’ unire e dividere. Ma due bandiere insieme a sugellare un’amicizia non possono che unire.

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