Tunisia: progetto Ter-Re si prepara per la Fiera dell’artigianato di Tunisi

di Alberto Sciortino

Ci stiamo preparando al grande lancio. Lo scorso anno, alla fiera nazionale dell’artigianato di Tunisi, il progetto TER-RE era presente con un piccolo spazio, troppo piccolo per la gamma dei prodotti su cui lavorano le donne dei nostri cinque villaggi e probabilmente anche poco organizzato. Si trattava della prima esperienza fuori Tataouine per il progetto e per le donne partecipanti. Quest’anno ci stiamo invece preparando con un grande sforzo organizzativo, perché questa fiera sarà l’occasione per presentare ufficialmente il marchio territoriale “TATA-OUI” e i prodotti che rappresenta, sia nell’ampio spazio appositamente prenotato, che nello stand del Governatorato di Tataouine, che ha selezionato i nostri prodotti tra quelli che rappresenteranno ufficialmente la regione.

La fiera si terrà a fine aprile e fino a quel momento resta ancora molto da fare. La qualità dei prodotti, testata in varie occasioni, è attualmente oggetto di giornate specifiche di produzione supervisionate dagli esperti dell’IRA, il partner scientifico del progetto, per individuare i dettagli da correggere nelle procedure. Queste giornate, finalmente, possono svolgersi nei locali appositamente sistemati ed equipaggiati, già operativi in tre dei cinque villaggi, e questo rappresenta un grosso passo avanti rispetto allo scorso anno.

Una sessione specifica di tre giorni si è tenuta nel locale del GDA di Douiret dal 29 al 31 gennaio sulla realizzazione dei prodotti cosmetici basati sui prodotti locali (argilla, olio e piante aromatiche), con l’accompagnamento di un esperto del settore. E ancora, a seguito della firma dei contratti con i proprietari delle terre, all’inizio di febbraio sono state consegnate le ultime attrezzature previste per la gestione delle parcelle destinate a produrre in maggiore quantità e sotto controllo tecnico le piante aromatiche utilizzate in questi prodotti, compreso il necessario per incrementare presso il villaggio di El Ferch la produzione della famosa menta locale a denominazione di origine, utilizzata in alcune delle preparazioni alimentari.

Allo stesso tempo, è stata attivata una collaborazione con l’Agenzia Tecnica dell’Agro-Alimentare, dipendente dal Ministero dell’Agricoltura, per la realizzazione di tutte le analisi necessarie a immettere sul mercato prodotti affidabili, forniti di etichette che rispettino tutte le prescrizioni di legge.

Contemporaneamente, il progetto sta lavorando in altre direzioni. Dopo aver selezionato con un bando due nuovi giovani esperti da immettere nello staff, ci si sta muovendo nella direzione della creazione delle piccole imprese che dovranno prendere il posto degli attuali GDA (“Gruppi di Sviluppo Agricolo”) nella gestione della produzione e delle vendite dell’etichetta comune “TATA-OUI”. Per la stessa ragione è stato stretto un accordo con la sede locale dell’Agenzia Nazionale dell’Impiego e del Lavoro Indipendente (ANETI) per offrire alle componenti dei nostri GDA il necessario supporto formativo in creazione di impresa. Quest’agenzia ha infatti tra i suoi compiti istituzionali la tenuta di corsi di sostegno a chi, soprattutto giovani, intenda creare la propria impresa, con alcune giornate di orientamento e identificazione delle capacità, e sessioni di più lunga durata che si concentrano sulla ideazione dell’impresa (costi, opportunità, …) e sulla sua gestione. Alla fine di questi corsi, i partecipanti che aprono una propria posizione fiscale indipendente ricevono per un anno un incentivo mensile da parte dello stato: una sorta di salario minimo per il primo anno di lavoro sulla propria idea d’impresa. L’ANETI, inoltre, prosegue l’accompagnamento anche dopo l’avvenuta creazione dell’impresa.

Così, ai primi di febbraio, il primo gruppo di sette donne del progetto TER-RE (provenienti dai villaggi di Bir Amir, Bir Thalathine e Ras el Oued) ha iniziato a partecipare al percorso formativo, ma si prevede che un numero ben più elevato, almeno una sessantina, partecipi nelle prossime settimane quantomeno alle giornate di orientamento e identificazione delle capacità, per poter selezionare quelle che saranno poi effettivamente le “leader” trainanti delle nuove imprese.

I due nuovi membri dello staff stanno collaborando anche nella definizione dei criteri di gestione del fondo di sostegno alle piccole imprese previsto in questa fase del progetto e destinato a sostenere giovani della regione nella realizzazione di proprie idee d’impresa.

Recentemente, diversi soggetti istituzionali e di cooperazione hanno diffuso nella zona bandi destinati a selezionare proposte imprenditoriali dei giovani, o giovani promotori da avviare a formazione oppure semplicemente domande di impiego basate su determinati criteri. È stato ad esempio il caso di un progetto gestito dalla FAO, di uno gestito dall’UNOPS e del progetto Machroui dell’ONUDI, tutti e tre sostenuti da contributi finanziari della Cooperazione Italiana, molto attiva nel sud tunisino. Questi ultimi due hanno ricevuto migliaia di domande di partecipazione e sostegno che sono ancora all’esame e che hanno creato forti aspettative. Ulteriori aspettative ha creato la decisione governativa, intervenuta a seguito della forte ondata di proteste registrate nel Governatorato nella primavera del 2017, di creare un fondo per l’occupazione riservato ai giovani di Tataouine, che sono stati sollecitati a presentare le loro domande.

A fronte di tutto ciò, l’équipe del progetto TER-RE ritiene che sarebbe un errore lanciare un ulteriore bando per la ricerca di giovani promotori da sostenere, con il rischio di creare ulteriori aspettative mentre quelle sollevate dai bandi già in corso non si sono ancora concretizzate, e di trovarsi di fronte a una mole di domande difficilmente gestibile nei tempi disponibili (come già sperimentato dagli altri progetti in corso).

Così si sta riflettendo su altre possibili scelte che possono rendere più efficace la gestione del fondo, per esempio attingendo proprio alle domande già presentate agli altri progetti, attivando una positiva sinergia con i soggetti che li gestiscono. Questo è specialmente ipotizzabile con il progetto Machroui, che ha sollecitato e ricevuto proposte che contengono già delle idee di piccola impresa. Si tratterebbe di selezionare direttamente delle idee di progetto imprenditoriale che possano contribuire al rafforzamento dei risultati che si stanno ottenendo con le altre attività di progetto, cioè delle idee che possano facilitare le attività delle donne dei cinque GDA creati, dal punto di vista dell’approvvigionamento (materie prime, packaging…) o dal punto di vista della diffusione dei prodotti (punti vendita, agenzie di distribuzione, …). Queste idee possono divenire progetti di impresa accompagnati dallo staff del progetto TER-RE e magari affidati a giovani dei villaggi coinvolti nel progetto.

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