Sensibilizzare alla protezione dell’ambiente e promuovere il territorio attraverso il teatro sociale

di Calogero Messina

Una donna danza nel deserto, piena dei colori del suo Senegal, vibrante al ritmo dei tamburi, sola in mezzo a una natura arida e spoglia, nel Sahel senegalese, alle porte del Sahara…

Una madre disperata sta cercando di fare una colletta, cerca di convincere amici e parenti a prestargli dei soldi per il viaggio del figlio… quel lungo viaggio di speranza di tanti giovani senza futuro che vivono nel Sahel senegalese, guardando ogni giorno il vento di Armatan soffiare nuova polvere proveniente dal Sahara che inesorabile avanza seppellendo tutto sotto una pesante coltre di polvere rossa.

Il sogno di questa madre è lo stesso sogno di tante mamme che vivono à Linguère e nei territori aridi del Sahel senegalese: inviare un figlio al di là del mediterraneo con la speranza che possa trovare lavoro e che con i suoi piccoli risparmi possa salvare la vita dei figli più piccoli e dare nuove speranze di futuro a tutto il villaggio. Ma suo figlio è disperato, non vuole i soldi per emigrare lontano, non vuole partire lasciando la promessa sposa e i cari familiari, lui vuole restare nella propria terra e lottare per valorizzare il proprio territorio e vivere insieme ai suoi più cari amici e parenti.

Già sono arrivate al villaggio le tristi notizie di tanti ragazzi morti in mare, dei tanti che il deserto ha inghiottito e di quelli sopraffatti da abusi e violenze e torture indicibili sofferte nel cammino verso l’eldorado promesso oltre oceano.

Ecco. Ne nasce un dibattito in tutto il villaggio: meglio partire e rischiare la vita affrontando il mare per giungere clandestino in Europa o restare al villaggio d’origine? Intervengono le madri e le mogli che hanno perso un marito o un figlio in quel viaggio, intervengono le ragazze che resteranno sole senza i loro innamorati e i bambini che non rivedranno più il loro padre. Intervengono gli imam e i profeti e veggenti che a vario titolo profetizzano il futuro.

Ma senza lavoro non esiste futuro per nessuno, partire sembra l’unica speranza rimasta. La tristezza si impossessa dei cuori di tutti, la musica finisce, finiscono le danze e il battito dei tamburi, finisce la gioia e le risate dei ragazzi, l’angoscia sbianca ogni volto.

Improvvisa una notizia scuote tutti. Nel villaggio sta tornando un migrante, uno che era immigrato 30 anni prima verso l’Europa. Touty Coundoul sta tornando e viene in compagnia di una associazione che si chiama ARCS Culture Solidali, stanno portando un progetto finanziato dalla cooperazione italiana, stanno portando l’acqua per irrigare il deserto, i semi per farlo fiorire, stanno arrivando gli agronomi dall’Italia che vogliono coltivare ortaggi e nuovi piante, produrre formaggio e costruire dei laboratori per fare il couscous e tanti altri prodotti.

La notizia corre di bocca in bocca tra gente incredula e diffidente e chi invece è pronto a dare fiducia e a nutrire nuove speranze. A questo punto il ragazzo ha deciso. No madre, io non partirò per l’Europa , io resterò qui per lavorare nel nuovo progetto, faremo rifiorire il deserto e porteremo nuova vita nel nostro villaggio. Un grido di gioia e di speranza si leva tutt’intorno, i tamburi riprendono a suonare si riaprono le danze e ricomincia la festa.

Questo è stato il contenuto del laboratorio teatrale realizzato in Senegal nel villaggio di Nguith, provincia di Linguère, dalla associazione teatrale italiana “Teatro dei Venti” (http://www.teatrodeiventi.it) in partenariato con l’associazione teatrale senegalese Takku Ligei nel quadro del progetto SOUFF– Terra: SOstegno e cosvilUppo per il raFForzamento della comunità di Linguère, progetto di sviluppo rurale cofinanziato dalla Cooperazione Italiana e messo in esecuzione nella provincia di Linguère dalla ONG ARCS – ARCI Culture Solidali.

Il Progetto SOUFF si propone l’ambizioso obbiettivo di: “contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione nella regione di Louga, attraverso la promozione del ruolo della diaspora senegalese in Italia e di un modello imprenditoriale e di sviluppo locale sostenibile”.

Il laboratorio di teatro è stato un gran successo che ha appassionato i giovani residenti nel villaggio di Nguith e che si è concluso con uno spettacolo pubblico che ha visto l’entusiasta partecipazione di tutto il villaggio che ha assistito allo spettacolo. L’obbiettivo di sensibilizzare la popolazione locale sui temi dell’ambiente e sulla possibilità di promuovere il proprio territorio partecipando al successo di un progetto di sviluppo agricolo che migliorerà le condizioni di vita della popolazione locale, è stato pienamente raggiunto, e la popolazione entusiasta dopo lo spettacolo ha voluto spontaneamente aderire al progetto impegnandosi a collaborare per il bene del proprio villaggio e con rinnovato entusiasmo e speranza per un futuro migliore per sé ed i propri cari nella loro terra d’origine.

Un grande ringraziamento all’associazione teatrale Teatro dei Venti e Takku ligei che ci hanno aiutato a portare nuovi sorrisi e nuove speranze nelle aride terre del Sahel senegalese. Cooperando insieme costruiremo un mondo migliore.

 

Condivido sui social media!