Continuano le formazioni del progetto PONTI in Senegal e in Etiopia

In Etiopia si è appena concluso il primo ciclo di formazione “Strengthening Intersectionality among Institutions and CSOs. Building Networks – conceive common projects” animato da CIES onlus.

Per una settimana si sono riuniti ad Addis Abeba 21 partecipanti provenienti da diverse realtà del territorio etiopico, coinvolte e impegnate nel lavoro sulla tematica delle migrazioni: rappresentanti delle istituzioni locali come Labour and Social Affairs, Women and Children Affairs e il Wolayita Zone Justice Department; gli operatori e rappresentanti della società civile come  Organization Rehabilitation of Development Ahmara (ORDA), Sebastian Negasi School, Nolawi Services Ethiopia, Good Samaritan Association (GSA); gli operatori delle Organizzazioni partner del progetto PONTI: Relief Society of Tigray (REST), Group Mission for Africa (GMA), OXFAM e Women for Self-Employment (WISE).

Il corso si è proposto di sostenere e migliorare il dialogo tra le istituzioni e le organizzazioni della società civile ed elaborare delle strategie comuni per diffondere i servizi d’inclusione socio economica esistenti sul territorio, identificare gli attori coinvolti nel lavoro con la comunità e con le categorie sociali vulnerabili, i potenziali migranti irregolari.

Attraverso l’intervento dell’esperta Azeb Adefrsew si è approfondito il tema della migrazione, con particolare attenzione al ruolo delle donne, alle rotte e alle cause della scelta di intraprendere un viaggio migratorio attraverso i canali illegali del traffico degli esseri umani.

La scelta di orientare il lavoro secondo una logica partecipativa, caratterizzata da esercizi, lavori di gruppo e pratiche interattive, ha permesso di potenziare relazioni già esistenti e di crearne di nuove, di condividere conoscenza e buone pratiche.

La migrazione irregolare è un problema che incide molto sulla società civile, che sente l’urgenza di trovare soluzioni per combatterne le cause più profonde come l’alto tasso di disoccupazione giovanile e l’assenza di good governance. Inoltre si è analizzato il ruolo delle diaspore nei Paesi di destinazione e di origine e il concetto di sviluppo associato alla migrazione che può delineare un approccio olistico al fenomeno, cambiarne la narrativa in positivo, e favorire un progetto migratorio circolare, consapevole e sicuro.

In Senegal siamo invece già al secondo step e, dopo il primo atelier, tenuto a Dakar lo scorso dicembre, questa volta si è adottato un approccio territoriale: dato che il progetto insiste su diverse zone, si è ritenuto più utile lavorare per implementare e approfondire il dialogo direttamente con quei soggetti e quegli operatori che sono attivamente impegnati nel proprio territorio per promuovere azioni, progetti, servizi e opportunità per giovani, donne e migranti, con particolare riferimento alla formazione professionale e al lavoro. Grazie al progetto PONTI sono stati attivati 5 sportelli di orientamento e informazione e con questo ciclo « Techniques innovantes et partenariats stratégiques pour favoriser / renforcer les services d’orientation professionnelle et pour l’emploi » sarà rafforzata la capacità degli operatori di lavorare in rete e implementare la mappatura dei servizi e delle opportunità.

Oggi l’atelier è in corso a Thies, da giovedì ci si sposterà a Pikine nella periferia di Dakar, coinvolgendo anche le aree di Guèdiawaye e Dakar, e infine la prossima settimana ci accoglierà il caldo di Kaffrine e le lunghe notti di Ramadan.

Oltre ai partner del progetto parteciperanno funzionari dei Comuni coinvolti, delle Agenzie regionali di sviluppo, della Direzione Generale dei Senegalesi all’estero e dei BAOS (Bureaux d’Accueil et Orientation) operatori e conseillers d’emploi dell’ANPEJ (Agenzia Nazionale per la Promozione dell’Occupazione Giovanile), rappresentati dei Consigli dipartimentali dei giovani, associazioni e ONG senegalesi e italiane.

Condivido sui social media!