Al via il progetto “ENTER” in Camerun

di Michele Pagano di Melito

Proprio in questi giorni è in partenza il Progetto “Enter” che si svolgerà nella Regione dell’ovest del Camerun. Il progetto durerà 3 anni e ha obiettivi in 3 principali settori, indipendenti ma complementari tra loro:

a) formazione di giovani tecnici per la costruzione e manutenzione di sistemi di approvvigionamento d’acqua
b) rafforzamento delle capacità di gestione delle risorse idriche da parte dei comuni locali
c) ricerca e sviluppo sulle tecnologie appropriate per la potabilizzazione

Il progetto di ARCS ha come principale partner l’ONG locale ACREST (African Centre for Renewable Energy & Sustainable Technology) e si realizzerà grazie al cofinanziamento dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e della Regione Marche. Al progetto partecipano anche come parte attiva l’Università di Dschang, CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile) e l’Università di Pisa.

I territori coinvolti sono quelli dei comuni di Dschang, Batcham e Fumbot. Qui numerosi villaggi in ambiente rurale ancora non dispongono di infrastrutture adeguate all’approvvigionamento di acqua potabile. Per questo gli abitanti dei villaggi si riforniscono per la maggior parte presso corsi d’acqua più o meno stagionali o presso pozze e fonti. L’acqua risulta quindi non adeguata all’uso sicuro in ambito domestico in generale e in particolare per l’uso alimentare. Il solo momento della raccolta espone donne e bambini a pericoli quali sentieri di accesso scoscesi e fangosi, alle profonde gole dove si trovano le pozze e i corsi d’acqua e maggior rischio di contrarre malattie e parassitosi tramite vettori e parassiti che vivono maggiormente proprio nelle vicinanze dei ristagni d’acqua (malaria, filariosi, etc.).

Negli anni passati sono stati realizzati tanti piccoli acquedotti da diverse organizzazioni, questi sono di qualità tecniche a volte scadenti e spesso non hanno ricevuto la manutenzione adeguata. La mancanza di tale manutenzione è dovuta principalmente al mancato coinvolgimento della popolazione nella progettazione e nella gestione iniziale delle strutture di approvvigionamento e all’assenza di formazione adeguata per una duratura gestione autonoma da parte delle popolazioni locali.

La gestione dell’acqua secondo le norme locali vigenti è in carico alle amministrazioni comunali, le quali gestiscono spesso territori molto ampi e diversificati. Il contributo degli abitanti dei villaggi risulta quindi indispensabile per rispondere in modo puntuale alle diverse necessità. E’ necessario quindi principalmente la formazione sia degli amministratori comunali che dei cittadini che devono essere coinvolti nella gestione locale delle risorse idriche.

Il progetto coinvolgerà 20 villaggi tramite la ristrutturazione o potenziamento di impianti preesistenti e tramite la creazione di nuovi impianti laddove non vi è nessun sistema di approvvigionamento.

Questo si realizzerà tramite:

  • la costruzione e la conduzione di una scuola residenziale per 40 giovani provenienti dai diversi villaggi beneficiari
  • l’organizzazione di corsi per impiegati comunali responsabili della gestione delle risorse idriche
  • la ricerca e lo sviluppo di tecnologie appropriate per la potabilizzazione, adeguate al tipo di territorio e uso da parte degli abitanti

La scuola prevede che i giovani partecipanti ricevano: un’adeguata formazione tecnica per progettare e manutenere gli impianti che saranno realizzati o ristrutturati nei villaggi di origine; nozioni di progettazione e supervisione dei lavori; acquisizione di strategie di finanziamento e gestione amministrativa; tecniche di animazione comunitaria per il coinvolgimento degli abitanti nella gestione del bene comune acqua. Questa modalità di formazione teorico-pratica è già parte fondante della metodologia formativa del partner ACREST che metterà a disposizione anche gli spazi per la scuola.

La ricerca e lo sviluppo delle tecnologie per la potabilizzazione saranno realizzate tramite la collaborazione tra l’Università di Dschang e il suo incubatore di imprese, l’Università di Pisa e CIRPS. Ciò prevede, quindi, delle visite di scambio tra i ricercatori dei diversi enti.

L’auspicio è quello di creare delle figure professionali competenti nella gestione delle risorse idriche e nella costruzione di impianti di approvvigionamento. Tali figure potranno lavorare non solo presso i propri villaggi di origine ma potranno allargare l’area d’azione del progetto, tramite nuove progettazioni e realizzazioni di impianti in altri villaggi.

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