YALLA NABAA: le foto della mostra Media for change

YALLA NABAA
LUCI E OMBRE DALLA PERIFERIA DI BEIRUT

Racconto del workshop di fotografia partecipativa Media For Change tenutosi in Libano dal 23 al 30 marzo 2018

 

Giulia Fornasiero – Scambio di sguardi 

Scelgo questa foto di uno sguardo che cattura, perchè quello che più ho appreso da questi giorni a Beirut è stato guardare e conoscere le persone, le persone di Naba’a in questo caso; e ascoltare le loro storie. 

Il modo in cui gli abitanti del quartiere di Naba’a e le donne del centro Zeitooneh ci hanno accolto, reso parte della loro realtà e hanno voluto condividere con noi i loro spazi, fisici e non, è stato veramente uno scambio: di visioni, pensieri, riflessioni e idee. 

Porto con me lo stretto legame che si è formato tra noi, attraverso uno sguardo, appunto, che d’ora in poi sempre avremo in comune e in cui ci riconosceremo. 

Gianluca D’Ambrosio – Il bambino che aspetta

“Il bambino che aspetta” forse rappresenta l’attesa di tutto il quartiere di Naba’a. Un’attesa che non presuppone un atteggiamento di passività ma anzi si confonde con la vivacità delle strade e delle persone che lavorano per dare una dignità alla propria condizione di vita. 

Fotografare per catturare le emozioni che trapelano dai volti, dagli sguardi, dai comportamenti di chi vive in questo quartiere. Fotografare forse anche per noi stessi, per cercare di comprendere ciò che non siamo abituati a vedere ogni giorno. 

Il bambino che attende nella mostra si è rivisto. Forse questa attesa, seduto su di una macchina, è valsa qualche momento di gioia.

Mariarosaria Lima – Focal point

Nel cuore di Naba’a sfuggenti, incuriositi, talvolta diffidenti o addirittura indifferenti passano numerose persone: bambini, anziani, giovani di diverse nazionalità. 

Sono tante le storie che si possono immaginare su di loro e la voglia di migliorare la loro realtà è irrefrenabile.

Maria Crevani – L’ascolto

Naba’a difficile da rappresentare, perché difficile da comprendere: Naba’a difficile da leggere. Naba’a attraversata da infiniti segni e simboli identitari, da volti dei martiri sui poster per strada. Naba’a chiese, Naba’a moschee, cavi elettrici, graffiti, croci, bandiere – armene, curde, libanesi, Hezbollah. 

Naba’a attraversata da sfide epocali: la convivenza multietnica e multireligiosa, l’accoglienza dei migranti, le criticità di un’urbanizzazione selvaggia. 

Naba’a che si può raccontare solo mettendosi in ascolto, adottando una narrazione che rivendica il suo essere di parte.

Pasquale Menditto – Da vicino 

Se ne stanno fuori al bar a giocare a carte. Quando li vedo, chiedo loro il permesso di scattare, indicando la macchina fotografica. Se la ridono, continuando a giocare tra sigarette e caffè. La prima foto che scatto non mi piace, sono distante, sulla soglia del bar. Mi avvicino. Il sole sta tramontando e la luce attraversa il telo di plastica impolverato del gazebo, sotto cui stanno i giocatori.

Fatima Fakher Ilden – Dimenticanze 

Camminando per le strade di Naba’a, chiunque rimarrebbe colpito dal numero di bambini che lavorano, giovani tra i 9 e i 18 anni impiegati in diverse mansioni. Questi bambini in età scolare sfortunatamente, qui a Naba’a, non sono nel posto giusto per far valere i loro diritti ad avere un’educazione. 

Rabab Iskandar – Speranza 

Nonostante le difficili condizioni di vita in questo posto, la speranza e il calore rimangono presenti all’interno di ogni casa di Naba’a.

Yassin Msallakh – Hamid e Naba’a 

In una strada affollata di Naba’a, nella sua piccola bottega, Hamid, il fabbro proveniente dalla Siria, lavora.

Hamid ha lasciato il suo paese per sfuggire dalla guerra e proteggere la sua famiglia.

Hamid ogni giorno si impegna e lavora duramente per far fronte a tutte le difficoltà che la vita di un rifugiato comporta supportando la sua famiglia sempre col sorriso in volto. 

Zeinab Khamis – Felicità

In questa foto si possono vedere mille colori e gioia, ma dietro questi colori ho visto e incontrato storie difficili di bambini costretti a sposarsi troppo giovani.

Aree come Naba’a presentano diverse difficoltà a livello sociale come quelle del matrimonio forzato o in età giovanile, spesso legato a differenti fattori quali la povertà, la mancanza di conoscenza.

Spero che un giorno questi giovani riescano a rompere il velo d’oscurità di queste difficoltà che ogni giorno incontrano e a loro l’augurio di una vita a colori.

Hiba Hussein – What’s up

Quando ho visto questa domanda scritta sulla parete mi sono chiesta se fare una foto o meno. Questa é la famosa domanda, le cui risposte spesso diverse cambiano di minuto in minuto, in questo Paese, il Libano, protrebbe essere ‘chilling, non male, sto bene, come già sai, molto male’.

Ora la risposta rimane con te.

Nour Salman – Strade

La strada smarrita é la prima cosa a venire in mente non appena si entra nell’area di Naba’a.
A Naba’a non puoi distinguere la strada principale dalle stradine laterali.
Ti senti come se fossi in un labirinto infinito.

Come si usa dire, tutte le strade portano a Roma ma, in questo caso, tutte le strade portano a Naba’a.

Ali Al Ali – Il diritto di...

Un bambino come le centinaia di bambini che vivono a Naba’a, senza i propri diritti, questo bambino non va a scuola, non ha un rifugio, e non gode del diritto di giocare, cosi come di tanti altri diritti

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