In avvio i due nuovi interventi nell’area di Pinar del Rio

a cura di Federico Mei Coordinatore progetti Cuba

Mentre impazza la discussione sul nuovo disegno di costituzione che porterà a cambi importanti soprattutto rispetto all’organizzazione interna del paese, la cooperazione segue il suo corso e sono ormai al via i due nuovi progetti di ARCS finanziati dalla ripartizione 8×1000 della Presidenza Consiglio dei Ministri e delle Chiese Valdesi.

Il primo progetto, la realizzazione di un laboratorio per la lavorazione della frutta, è in realtà l’ultima tappa di un percorso iniziato nel 2011, con un primo finanziamento del MAE-DGCS, a sostegno dello sviluppo dell’agricoltura urbana nella municipalità di Pinar del Rio.

L’aumento della produzione agricola in sé, infatti, non sempre porta a miglioramenti effettivi per l’alimentazione della popolazione.

Le malmesse vie di comunicazione, soprattutto quelle tra i luoghi di produzione e quelli di consumo, gli scarsi mezzi di trasporto, soprattutto a disposizione delle cooperative, l’inadeguato sistema di immagazzinamento unito all’incapacità di assorbimento del surplus di produzione da parte del comparto di trasformazione alimentare, fanno si che agli sforzi perpetrati per migliorare la produttività non corrispondano sempre uguali benefici.

Il progetto in esame quindi, ha l’obiettivo di chiudere la filiera della frutta realizzando un laboratorio per la produzione di succhi di frutta e marmellate in una delle cooperative dove si era già intervenuti con sistemi di irrigazione efficienti e miglioramento delle tecniche agricole: la “Oscar Sanchez Ozuna” di Pinar del Rio.

La scelta di installare il laboratorio in questa cooperativa, anche se servirà tutte le cooperative della zona, è stata fatta sulla base di una valutazione tecnico/gestionale che ha coinvolto tutti i beneficiari del progetto e le istituzioni locali. La cooperativa infatti è una grande produttrice di frutta, pertanto assicurerebbe al laboratorio un apporto giornaliero di materia prima indispensabile a mantenere livelli minimi di efficienza di utilizzo della struttura. L’area in cui si sta costruendo la struttura fisica (a totale carico dei beneficiari e delle istituzioni locali) si trova su un’arteria di comunicazione tra le principali della provincia per tanto è assicurata la facilità di trasporto tanto della materia prima che dei prodotti finiti. La struttura, dove sarà aperto anche un punto vendita diretto, si trova nell’area sub urbana delle città con un bacino di utenza potenziale di circa 10.000 abitanti che altrimenti devono recarsi nel centro cittadino per potersi rifornire di questi prodotti. Non ultimo è il successo gestionale della stessa cooperativa che si presenta oggi come una delle più salutari di tutto il municipio e quindi in grado di farsi carico della gestione del laboratorio.

Anche il progetto per la realizzazione di un caseificio nel municipio di Mantua, parte dalle stesse considerazioni anche se occorre aggiungere, in questo caso, che si tratta di un intervento ancora più importante per la popolazione locale vista la distanza e le difficoltà di approvvigionamento dal capoluogo Pinar del Rio da dove arrivano la maggior parte delle derrate alimentari consumate nel municipio. Anche se il Municipio di Mantua è tra i principali produttori di latte della provincia, tutto il latte prodotto viene inviato alla Centrale del capoluogo e solo in parte torna sotto forma di prodotti trasformati, come yogurt o latte in polvere, comportando importanti costi di trasporto oltre ad un notevole tasso di perdite causate dalle problematiche esposte in precedenza. Anche se ormai dal 2014 è permesso l’uso di una parte di produzione per la vendita o la trasformazione diretta del latte da parte de produttori, sono poche le famiglie che si sono cimentate autonomamente in attività di trasformazione e quindi è praticamente assente in tutto il territori la produzione di formaggio.

Anche se la necessità sembra ovvia, l’approvazione del progetto da parte delle autorità statali non è stata immediata e anzi ha necessitato di un importante processo di studio e condivisione con i produttori, le istituzioni e i consumatori finali.

Se da un lato infatti il modello della filiera corta a livello municipale ben si presta alle caratteristiche di territori decentrati come quello di Mantua, dall’altro occorre tener presente il risvolto sociale che ha un prodotto come il latte e da qui la necessità di mantenere l’apporto costante alla Centrale del Latte del capoluogo la cui produzione è destinata prima di tutto a quella che è conosciuta come alimentazione sociale (infanzia, terza età, ospedali ecc).

Solo dopo aver dimostrato che, anche grazie ai precedenti interventi di ARCS diretti a migliorare la produttività del latte, sarà garantito l’apporto di latte stabilito alle strutture statali, e ottenuto l’appoggio formale della municipalità di Mantua, che dovrà impegnarsi investendo risorse proprie in diversi aspetti come la costruzione della struttura e la sistemazione della via di accesso, è stato dato il via libera al progetto.

Si tratta in definitiva di due piccoli progetti, anche da un punto di vista finanziario, ma con un obiettivo grande, quello di fornire spunti, esperienze e quindi buone prassi che possano servire da modelli per affrontare le problematiche che affliggono il settore agroalimentare del paese e garantire così una sana alimentazione della popolazione.

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