PONTI: Etiopia, le Lady Chef che aiutano le donne a “sfornare” un nuovo futuro

da Repubblica.it

“Oggi pizza e visto che il forno faceva capricci abbiamo provato a cuocerle in padella che divertimento!”. L’incubo di ogni chef si trasforma in entusiasmo e diventa una sfida da affrontare e risolvere con il sorriso per Maria Campagna e Sara Guadagnoli della Federazione Italiana Cuochi, in missione per Aidos ad Addis Abeba

ADDIS ABEBA – “Oggi pizza e, visto che il forno faceva capricci, abbiamo provato a cuocerle in padella”. L’incubo di ogni chef si trasforma in entusiasmo e diventa una sfida da affrontare e risolvere con il sorriso per Maria Campagna e Sara Guadagnoli del comparto Lady Chef, Federazione Italiana Cuochi, in missione per Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo, ad Addis Abeba. Sono loro infatti le protagoniste del progetto “Ponti: inclusione sociale ed economica, giovani e donne,  innovazione e diaspore”, cofinanziato dal ministero degli interni e realizzato da un consorzio di ong con capofila Arcs.

Impastare per il futuro. Il corso base per la creazione di dolci e per la panificazione si svolge nelle ultime tre settimane di luglio, durante la stagione delle piogge in Etiopia, in un’afosa cucina in cui due cuoche toscane e venti aspiranti cuoche etiopi, piccole imprenditrici nel campo della ristorazione, creano torte, pane, pizza e lasagne. Le donne che partecipano alla formazione vendono cibo per strada, lavorano in mense, in piccoli negozi e vorrebbero fare questo di mestiere; partecipano per migliorare o creare la loro impresa formandosi anche attraverso la cucina italiana o varianti della cucina locale.

La sfida sostenibile. Complesso anche per Sara e Maria che nei giri di perlustrazione al mercato e nei supermercati si sono dovute confrontare con tipi di farina mai visti, margarina invece del burro, cereali differenti, varietà di frutta, sapori nuovi. Perché va bene portare le proprie ricette e inventarne di nuove ma la materia prima deve essere locale per garantire la sostenibilità dell’impresa.

La forza delle donne. “Questo progetto è qualcosa di straordinario e vedere la passione che ci mettono le persone che lavorano alla sua realizzazione riempie il cuore”, racconta Campagna a cui fa subito eco Guadagnoli, sottolineando come “in tutto il mondo le donne sono incredibili, la loro voglia di farcela, la determinazione a migliorarsi… Abbiamo conosciuto donne e ragazze fantastiche che siano beneficiarie, organizzatrici o quelle incontrate per caso”. Intanto la stanza si riempie di odori e sapori e si crea un croccante dall’orzo tostato, una crepes dal burro avanzato, una composta con la papaya acquistata per farci tutt’altro.

Una pace difficile. Se lo storico incontro tra il presidente eritreo Isaias Afewerki e il primo ministro etiope Abiy Ahmed, nella prima metà di luglio, ha mostrato al mondo lo sforzo per la pace tra i due stati, molta ancora è la strada da fare per l’Etiopia, uno dei paesi più popolati dell’Africa, con 2 milioni di persone in cerca di occupazione ogni anno e un alto tasso di emigrazione e migrazione interna, quest’ultima in particolare verso la capitale, dove però mancano prospettive di impiego.

Povertà. Le disuguaglianze sociali e le difficili condizioni di vita quotidiana sono visibili per le strade della capitale dove si alternano edifici di lusso, numerosi palazzi incompiuti e molte case di lamiera dove vive buona parte della popolazione. In un paese dove la popolazione giovanile è enorme e ricca quindi di potenzialità, l’empowerment dei giovani e delle donne è fondamentale.

Sinergie.  I progetti della ong etiope Wise sostenuta da Aidos sono rivolti alle donne più svantaggiate che cercano un’alternativa di vita, a volte anche alla costrizione della migrazione irregolare e per coloro che sono rientrate in Etiopia dopo un’esperienza migratoria. Quest’ultime vivono con il peso di gravi traumi e il loro reinserimento nella comunità di provenienza presenta delle grandi difficoltà.

L’iniziativa. Da qui nasce anche l’incontro con le cuoche di Lady Chef, che vuole promuovere l’esperienza di soggetti complementari nella cooperazione internazionale per il rafforzamento della resilienza delle comunità a forte rischio migratorio creando, con il coinvolgimento delle diaspore e il trasferimento di competenze e di capacità professionali e finanziarie, nuove opportunità di lavoro e di investimento in settori produttivi ed economici sostenibili e ad alto valore aggiunto. Il lavoro delle ong è lavoro di cooperazione che significa anche costruire insieme opportunità, lasciare aperte porte diverse nella vita delle persone, tra cui il diritto alla mobilità così come il diritto a restare nel proprio paese. In questo caso è la possibilità per le donne di decidere del proprio futuro, mettendo al centro la propria capacità e creatività.

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