Libano: al via il terzo anno del Centro Comunitario di Naba’a

di Adele Cornaglia

Continua l’impegno di ARCS all’interno del quartiere di Naba’a, sobborgo di Beirut da tempo principale punto di approdo di migranti provenienti da varie zone del Medio Oriente, Africa e Sud Est-Asiatico. I primi ad arrivare qui infatti furono le famiglie armene in fuga dalle persecuzioni degli anni ’20. Oggi invece, gli ultimi arrivati sono curdi e musulmani sunniti che cercano rifugio dalla continua guerra in Siria. Un fervente quartiere dove il melting potè una dimensione del quotidiano fatta di negozi multietnici, caffè, ristoranti di cucina araba ed esotica ma soprattutto bandiere politiche e richiami religiosi. “Un quartiere che (però) viene troppo spesso dimenticato e trascurato dalle autorità locali, dove mancano i servizi più basilari”come sottolinea Hayat, fervente attivista abitante di Naba’a.

Proprio in questo quartiere il progetto di ARCS Inclusione sociale, formazione e salute riproduttiva per donne e bambini finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo è entrato nella sua terza annualità. In questi primi due anni si è cercato di offrire un punto d’incontro per gli abitanti di Naba’a e grazie alla collaborazione con l’ONG locale Basmeh & Zeitoneeh (B&Z) è stato creato un centro comunitario in grado di offrire diversi servizi alla comunità.

In questo nuovo anno ad attendere bambini, giovani e donne ci sarà un nuovo centro, in grado di accogliere un numero maggiore di persone ma soprattutto offrire spazi più ampi e specifici per ogni attività.

In particolare, per quanto riguarda i bambini, si prevede la realizzazione di attività socio ricreative, di supporto psicosociale, di due nuovi cicli del programma di educazione alla pace e di un nuovo spazio sicuro per il gioco libero per più di 300 minori.

Inoltre, la componente rivolta a più di 170 donne, giovani e adulti vulnerabili procede con l’offerta di training vocazionali e life skills, che includono classi di inglese, alfabetizzazione e computer, a cui quest’anno si aggiunge un training professionale di taglio e cucito. Nel nuovo centro infatti verrà allestito un piccolo laboratorio con macchine da cucire, attrezzatura e strumenti tessili e vari tessuti che serviranno al responsabile del corso per accompagnare 30 donne nel loro percorso di apprendimento di design di abiti, nuove tecniche di cucito e riciclo creativo per il confezionamento di vestiti e abbigliamento.

Infine, lo spazio dedicato all’Information Hub continua ad offrire supporto psicosociale e legale grazie all’impiego di una psicologa, un’assistente sociale e un consulente legale. A questo si aggiungono sessioni di positive parenting e sedute informative sulla salute condotte dai facilitatori e dall’infermiera del centro, rivolte a donne e giovani madri. Novità di quest’anno una stanza adibita a nursery, uno spazio sicuro dove le madri potranno incontrarsi e confrontarsi su tematiche relative all’allattamento e alla crescita dell’infante.

Non mancherà inoltre la componente formativa dedicata allo staff di B&Z, realizzata in collaborazione con AIDOS, partner di questo progetto, e altre organizzazioni locali, con cui gli operatori potranno confrontarsi, aggiornarsi, apprendere nuove tecniche e migliorare le loro abilità nel relazionarsi con bambini, donne e giovani adulti di Naba’a.

A presto dunque l’inaugurazione del nuovo centro con un ricco programma che lo staff non vede l’ora di realizzare.

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