Salute visiva in Libano: si parte con la seconda fase

di Adele Cornaglia

Tutto è pronto per l’avvio delle attività del progetto Ayounkon: migliorare l’accesso ai servizi di salute visiva nella valle della Bekaa, Libano rivolto a rifugiati siriani e libanesi vulnerabili e finanziato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari-OCHA.

Sulla scia dell’esperienza positiva dell’anno passato ARCS ha deciso di impegnarsi nuovamente nel settore della salute visiva, campo spesso dimenticato dall’assistenza umanitaria internazionale.

Il progetto precedente, sostenuto dalla Chiesa Valdese, si era infatti concluso a giugno di quest’anno con più di 400 pazienti siriani e libanesi vulnerabili che hanno avuto accesso a check-up oculistici nonché la distribuzione di più di 100 paia di occhiali per la correzione di vizi di rifrazione e la realizzazione di oltre 40 operazioni salva-vista a titolo gratuito.

Tuttavia, il numero di pazienti in lista di attesa non cessava di crescere. Per questo motivo ARCS ha scelto di continuare il suo impegno con un secondo progetto in questo campo, mantenendo solida la cooperazione con l’associazione Amel International, partner locale, il gruppo di oftalmologi volontari e il Beirut Eye and ENT Hospital (BESH).

Inoltre, nel mese di Agosto il progetto è stato presentato all’Health Working Group (ONU) dove l’iniziativa si è rivelata molto positiva ed apprezzata trattandosi di servizi di salute raramente offerti alla popolazione più vulnerabile. Questo ha permesso altresì il coinvolgimento nel progetto degli attori del gruppo operativo delle Nazioni Unite attraverso il quale ha preso avvio un vasto sistema di referral tra le varie organizzazioni che operano non solo nella Bekaa ma in tutto il territorio libanese. I dati raccolti faciliteranno dunque l’accesso ai servizi di salute visiva per i pazienti più gravi e bisognosi di cure mediche oculistiche.

In questi primi mesi lo staff di ARCS e Amel, supportato dai dottori volontari, si è confrontato al fine di elaborare un piano d’azione efficace per la realizzazione di questo nuovo progetto OCHA. Esso prevede in primo luogo la realizzazione di 1200 screenings oculistici nei tre centri medici di Amel a Mashgara, Kamed el Loz e Arsal, tre zone già particolarmente svantaggiate nella Valle della Bekaa in cui oggi è elevata la popolazione rifugiata siriana che vive in campi profughi informali.

I pazienti che evidenzieranno gravi patologie oculari verranno dunque supportati nelle cure attraverso la distribuzione di più di 600 paia di occhiali e screening più specifici che porteranno, ove necessario, alla realizzazione di un totale di 125 operazioni chirurgiche. Nel dettaglio, questa seconda fase, che vede entrare in azione in concertazione il gruppo degli oftalmologi volontari e il BESH, sostenuti dallo staff organizzativo di ARCS, permetterà la realizzazione di 80 interventi di cataratta, 5 trapianti di cornea e 40 operazioni pediatriche tra cui strabismo e cataratta infantile.

Al via dunque la prima fase di questo progetto, in cui dalla prima settimana di novembre in tutti tre i centri di Amel sarà disponibile un oftalmologo che effettuerà gratuitamente check-upoculistici una volta alla settimana a bambini, donne, adulti e anziani della Bekaa.

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