Il politecnico di Bangang in Camerun

di Marta Cappiello

Sulle pendici del Mont Bamboutos, nella cuore della foresta di Bangang, nella regione dell’Ovest del Camerun, continua la costruzione del nuovo politecnico previsto dal progetto ENTER di ARCS in collaborazione con il partner locale ACREST.

La struttura prevede 24 camere doppie per gli studenti che parteciperanno alla formazione residenziale prevista dal progetto; 7 aule attrezzate e 2 aule magna ad anfiteatro.

La scuola sorge nei pressi del centro di ricerca di ACREST e già dalle sue fondamenta si riconosce lo spirito innovativo e l’attitudine alla sperimentazione.

La pianta del campus tiene già conto delle tecnologie che andranno qui studiate e sviluppate. Ad esempio, la pendenza del terreno su cui sorge la struttura è sfruttata per la distribuzione dell’acqua e per il riempimento delle vasche del sistema di acquaponica, che si trovano a valle.

Queste tecnologie saranno sfruttare per produrre pesce e verdure per l’alimentazione degli studenti e per il mercato.

L’approvvigionamento idrico del campus gravita intorno al serbatoio in ferrocemento posto in cima alla collina, che si riempie grazie ad un pozzo dal quale l’acqua è estratta tramite una pompa ad energia solare.

Allo stesso modo l’energia necessaria a tutte le attività del politecnico, è fornita da un grosso impianto fotovoltaico, equipaggiato con delle batterie al litio.

Gli edifici stessi sono costruiti con una tecnica di produzione di mattoni in loco. Questi sono prodotti a crudo con la stessa terra di scavo delle fondamenta, pressati in modo da ottenere una forma modulare ad incastro e sovrapposti con un sottile strato di argilla, anch’essa locale. Questo sistema permette di risparmiare enormemente sul trasporto dei materiali edilizi e sulle emissioni, diminuendo il costo di costruzione.

Questo sistema aumenta, inoltre il livello di confort abitativo, regolando in modo naturale l’umidità e la temperatura degli ambienti. Anche i pilastri e i solai sono costruiti con un metodo innovativo, basato anch’esso sulla realizzazione in loco di stampi in cemento modulari.

I lavori procedono a pieno ritmo e si prevede che per gennaio 2019 il primo nucleo funzionale dell’istituto sarà pronto.

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