PONTI: Belle notizie dall’Etiopia

In Etiopia due delle più alte cariche dello Stato sono per la prima volta ricoperte da donne.  Dopo l’elezione storica di Sahle Work Zeudé alla presidenza del Paese, Meaza Ashenafi è la prima donna ad essere nominata presidente della Corte Suprema federale. Gli annunci sono stati tanti ma se “La marcia dell’Etiopia verso la parità di genere nelle posizioni chiave di leadership continua senza sosta” – come scrive Fitsum Arega capo di gabinetto del Primo Ministro, nel paese reale il percorso da fare resta lungo ma l’atteggiamento fa ben sperare con il delicato percorso di pacificazione avviato.

Ad Addis Abeba il progetto PONTI ha come protagoniste oltre 300 donne che hanno cominciato un percorso di formazione e coaching orientato all’empowerment sociale ed economico.

Miriam Ferraresi, cooperante per AIDOS in Etiopia ci scrive: “La propria indipendenza , sociale ed economica, permette alle donne di costruirsi il futuro che vogliono, soprattutto le tante donne che partecipano al nostro progetto e che sono le cosiddette returnees, ovvero coloro che tornano in Etiopia dopo un’esperienza migratoria, soprattutto nei Paesi del Golfo; molto spesso la permanenza fuori è stata traumatica ed è necessario un percorso di reinserimento per ricostruirsi davvero una vita nel proprio paese”.

In un paese in cui la cultura patriarcale è ben radicata per accompagnare le beneficiarie ad avviare un’attività lavorativa, in autonomia o in forma cooperativa, viene inizialmente data la possibilità di frequentare corsi base sull’avvio di un attività di impresa, dall’ideazione alla realizzazione passando per tutte le fasi intermedie e necessarie quali elaborare un budget, cosa significa risparmiare, la gestione del proprio tempo, l’importanza della suddivisione del lavoro domestico ed imprenditoriale.  Una volta seguiti i corsi di formazione,  le donne elaborano un proposta di attività che viene valutata dalle Business Development Officer (BDS), il cui ruolo è quello di guidare e assistere le beneficiarie lungo tutto il percorso. Per il sostegno il progetto prevede anche un sistema di prestito rotativo che viene gradualmente restituito mese per mese; inoltre le donne hanno accesso a uno sportello di orientamento, il Women Information Window (WIW).

Sempre per migliorare le attività di produzione, il progetto si avvale di consulenti internazionali che vengono ad Addis Abeba per fornire assistenza tecnica sulla produzione tessile, attività di ristorazione e trasformazione con uno scambio fruttuoso per l’innovazione di settori di tradizionale impiego femminile come hanno raccontato Maria Grazia Panunzi, Presidente di AIDOS, e Alessandra Baruzzi, Presidente del Compartimento Lady Chef della Federazione italiana cuochi, a Geo & Geo sui Rai 3.

Il progetto ha come obiettivo garantire una maggiore partecipazione delle donne alla vita sociale e sostenerle a contribuire alla sviluppo economico del proprio Paese promuovendo microimprese innovative e sostenibili, l’Etiopia.

Condivido sui social media!