Le donne di Naba’a

di Adele Cornaglia

Oggi vi voglio raccontare delle donne di Naba’a, della loro voglia di partecipare, di mettersi in gioco…di esserci.

Da quasi un mese, nel centro comunitario di Naba’a, Borj Hammoud è cominciato un programma di formazione professionale in cucito, attività prevista dal progetto di ARCS Inclusione sociale, formazione e salute riproduttiva per donne e bambini finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e realizzato in collaborazione con l’ONG locale Basmeh & Zeitoneeh (B&Z).

Trentasei donne, dai venti ai cinquanta anni, suddivise in tre gruppi, partecipano due volte alla settimana alle sessioni formative nel nuovo laboratorio di sartoria realizzato all’interno del centro comunitario. Le sessioni sono tenute da due sarte, una specializzata in taglio e cucito e l’altra in tecnica dell’uncinetto.

Come spiegato dalla coordinatrice della formazione, Nahida, esperta in up cycling, l’idea iniziale è formare le donne con tecniche base di cucito e design di abiti. L’obiettivo dei primi tre mesi di formazione infatti è rendere le partecipanti capaci di sviluppare indipendentemente un abito in ogni sua fase. Nei tre mesi successivi invece, le donne verranno introdotte alla tecnica dell’up cycling tessile, ovvero il riciclo creativo di vecchi abiti che vengono rielaborati  in chiave moderna e di design. Al termine di questo ciclo di formazione di sei mesi verrà infatti organizzato un evento pubblico per promuovere le creazioni sartoriali di tutte le partecipanti.

Sono proprio il loro entusiasmo e la loro buona volontà che mi colpiscono ogni volta che le osservo dalla piccola finestrella, intente ad usare i ferri o a tagliar tessuti, raccontandosi storie del passato e del presente che le fanno sorridere o emozionare. E questa voglia di partecipare non è mancata nemmeno in queste ultime settimane, dove la pioggia a Beirut è caduta battente ed imperterrita per giorni, allagando strade e case, interrompendo l’elettricità e, arrecando non pochi danni a tutta la popolazione di Naba’a. La tempesta Norma non le ha fermate ed ognuna ha partecipato alle proprie sessioni settimanali, perché questo è ciò che contraddistingue le donne di Naba’a: la loro forza, voglia di partecipare, di mettersi in gioco…di esserci.

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