Cuba: viaggio tra i primi lavori nei campi di Mantua

di Federico Mei, coordinatore Progetti Cuba

Dopo aver consegnato tutte le attrezzature a novembre, torniamo a Mantua per verificare il lavoro delle cooperative. Arrivati alla cooperativa La Dimas, dopo 4 ore di macchina, non facciamo in tempo a scendere che subito ci fanno salire di nuovo. Questa volta il mezzo di trasporto è il cavallo, unico modo per andare a verificare il posto dove saranno montati i sistemi di irrigazione . Quindi un’oretta circa a cavallo tra le radure Mantuane approfittando per parlare di come vanno le attività del progetto. I contadini esprimono la loro piena soddisfazione per le attrezzature donate e mostrano con orgoglio il lavoro che sono già riusciti a fare in solo un mese: 20 ettari di terreno lavorati con trattore e aratro e circa 7 ettari recuperati dalle piante infestanti grazie alle motoseghe. Sembra una sciocchezza ma il più anziano ribadisce che senza queste attrezzature per svolgere lo stesso lavoro sarebbero stati necessari almeno 3 mesi e molto più lavoro manuale.

Mi sembra di tornare negli anni ’80 quando mio padre ci mostrava con orgoglio quello che riusciva a fare con il nuovo trattore che avremmo pagato in venticinque anni di comode rate, il costo di una casa più o meno, ma che avrebbe facilitato molto il lavoro nei campi. Poi tralasciamo il fatto che al primo tentativo di guidarlo ho abbattuto il cancello di ingresso dell’aia, fatto che condusse i miei genitori a darsi conto che non ero fatto per il lavoro nei campi.

Terminata la visita alla Dimas passiamo per Las Clavellinas  dove la seconda fase del programma prevede la realizzazione di un piccolo caseificio per la trasformazione del latte. Qui il tema fondamentale è il burocratismo: si analizzano i mille “avales” necessari per autorizzare la realizzazione del caseificio tra permessi ambientali, costruttivi, militari ecc. Li contiamo, sono ben 17, ognuno dei quali richiede almeno 2 mesi di tempo e quindi si decide di affiancare alla cooperativa un esperto commerciale locale. Il tempo scorre e si sa i progetti di cooperazione hanno la loro tempistica.

Nel frattempo, una buona notizia che fa tirare un sospiro di sollievo al contabile della cooperativa. Si perché dall’Avana viene comunicato che il contributo richiesto al fondo per la cancellazione del debito Cuba/itala, diretto alla ristrutturazione dello stabile dove dovrà stabilirsi il caseificio, è stato approvato.

Sembra una sciocchezza, ma si tratta di 18.000 euro circa che la cooperativa avrebbe dovuto mettere di tasca propria chiedendo un prestito alla banca da restituire in circa 5 anni. La soddisfazione è palpabile perché questo piccolo contributo permetterà alla cooperativa di effettuare una distribuzione straordinaria di dividendi che erano stati messi da parte proprio per far fronte a questa spesa.

Insomma un bel regalo di Natale anche se arrivato dopo la Befana.

Intanto si va avanti. A febbraio arriva il tecnico italiano che dovrà dirigere i lavori di montaggio dei sistemi di irrigazione alimentati con pannelli solari e quindi occorre preparare i terreni, ripulire i pozzi e aggiustare la strada per permettere al camion di arrivare fino sul posto: altrimenti occorrerà caricare tutto sui cavalli.

Non poteva certo mancare il tipico pranzo criollo con carne di maiale arrosto, riso, fagioli neri e yucca. La tortuosa strada di ritorno a Pinar aiuterà a digerire mentre si discute dei piani futuri, delle mille carte che ha chiesto il Banco Nacional de Cuba per poter utilizzare il fondo approvato e del fatto che occorre fare in fretta visto che a maggio inizia la stagione delle piogge: a quel punto le vie di accesso alle cooperative diventano quasi impraticabili.

Condivido sui social media!