LIBANO: La salute visiva arriva ad Arsal

di Adele Cornaglia

Nel Nord della Valle della Bekaa, a pochi chilometri dal confine siriano, sorge il villaggio di Arsal, una zona fortemente colpita dalla crisi siriana. Infatti, non solo dal 2011 accoglie migliaia di rifugiati provenienti dalla Siria ma gli stessi abitanti locali hanno dovuto far fronte a diversi episodi di instabilità, con gruppi armati presenti nell’area per anni.

Dall’agosto del 2017 Arsal è stato dichiarato territorio libero dall’ISIS ma l’accesso all’area rimane ancora ridotto con forti ripercussioni per i suoi abitanti. I servizi primari nonché sanitari sono limitati così come la fornitura di assistenza umanitaria, poiché l’ingresso alla città è soggetto a molteplici controlli. Inoltre il forte maltempo che sta colpendo il Libano quest’inverno, continua a causare non pochi disagi in città e nelle valli circostanti, dove sorgono campi profughi di centinaia di tende una vicina all’altra, lasciando la popolazione, già allo stremo, in situazione di forte calamità.

Lo staff di ARCS ha visitato l’area nell’ambito del progetto Ayounkon: migliorare l’accesso ai servizi oftalmologici nella Valle della Bekaa, finanziato dal Fondo Umanitario del Libano, gestito da UNOCHA.

In Arsal, l’associazione Amel International, partner di progetto, gestisce un centro di salute primaria. Oltre a servizi sanitari di base, le attività di livelihood e protezione, a partire da Novembre 2018, il centro promuove servizi specialistici di salute visiva previsti dal progetto.  In particolare, all’interno dell’area interessata è prevista la realizzazione di screening oculistici gratuiti e, all’occorrenza, la fornitura di occhiali correttivi. Inoltre, i pazienti ricoverati per operazioni chirurgiche hanno accesso a chirurgie oculistiche sovvenzionate presso un ospedale specializzato di Beirut.

Dall’inizio delle attività,  all’interno del centro circa 300 pazienti hanno potuto ricevere servizi di salute visiva, economicamente non accessibili alla maggior parte della popolazione nell’area. Tra questi bambini dai  2 ai 18 anni, anziani e persone con disabilità e bisogni specifici.

Quest’azione si inserisce in un quadro più ampio, che prevede la realizzazione di 1200 checkup oculistici, la distribuzione di 600 paia di occhiali e 125 operazioni oculistiche, quali cataratta, interventi pediatrici e trapianto di cornea per la popolazione rifugiata siriana e libanese vulnerabile della Bekaa.

Con questo progetto ARCS vuole contribuire a colmare un evidente gap nel settore sanitario nazionale, dove servizi di salute specialistici sono spesso dimenticati dall’assistenza umanitaria ma di notevole impatto sulle condizioni di vita delle persone. Riacquistare la vista infatti non significa solo vederci chiaro ma aver più fiducia in sé stessi, poter frequentare al meglio la scuola, riacquisire/aver accesso al lavoro migliorando così le proprie condizioni sociali ed economiche.

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