Workshop fotografico: resilienza in Senegal

di Michele Scarrone e Stefano Caviglia

Grazie ad ARCS, abbiamo trascorso 10 giorni nel Senegal rurale e nelle aree urbane di Dakar per un workshop di fotografia sociale.

Abbiamo conosciuto moltissime persone immergendoci nella loro vita quotidiana, a stretto contatto, condividendo, grazie anche ai nostri accompagnatori e mediatori, vita, idee e esperienze.

Spesso la voglia di conoscenza è riuscita a superare i limiti e le barriere della lingua. Abbiamo così potuto raccontare una realtà difficilissima e, forse per questo, ancora più umana e vera. Ci sono state aperte le porte delle case, i villaggi, le diverse esperienze di resilienza ad un ambiente faticoso.

Carenza di acqua, desertificazione, fuga di giovani, carenza di servizi per noi scontati (luce, internet, servizi pubblici) ci hanno accompagnato spesso. Abbiamo documentato la volontà della cooperazione di creare nuove opportunità, il grande progetto SOUFF, per la costruzione di una fattoria collettiva integrata, che potrebbe dare sostegno a centinaia di persone.

Ci siamo emozionati per il progetto di formazione e creazione di impresa a Boulal dove cooperative di donne stanno portando avanti un’iniziativa di allevamento di galline ovaiole.

A Dakar poi altre imprese, altre attività, altre energie: microimprese per la trasformazione del pesce, per la lavorazione della plastica raccolta nelle strade, per la produzione di sapone. Particolarmente emozionanti i tanti mercati visitati, sia quello vicino Diol Kadd, che a Diourbel e poi il mercato del pesce a Dakar. Occasioni di grande immersione nella società senegalese, in una realtà così diversa.

Foto di Stefano Caviglia

Di grande impatto le visite nelle scuole, con i bambini felici e giocosi. Mi ritorna in mente la scuola di Diol Kadd, vero avamposto di crescita e cultura, il Liceo di Linguere, i ragazzi, gli insegnanti, i responsabili felicissimi di trascinarti nella loro realtà e di chiedere, condividere e conoscersi.

Nelle persone abbiamo trovato tanta disponibilità, gentilezza, voglia di conoscere il nostro mondo, accompagnati da una dignità e un senso di appartenenza molto diffuso. Un ringraziamento particolare ai cooperanti che ci hanno accompagnato condividendo tanti momenti: Lillo, Chiara e Simona.

Grazie anche agli accompagnatori, cooperanti e volontari senegalesi.

Senegal arrivederci.

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