Mantua e la filiera corta del latte

di Federico Mei, Coordinatore ARCS progetti Cuba

E finalmente arrivò l’acqua che tutti aspettavano.

Era iniziata un po’ in sordina la missione di Roberto Salustri, tecnico esperto della cooperativa laziale RESEDA, incaricato di aiutare i contadini di Mantua a montare i sistemi di pannelli solari e pompe sommergibili. L’attrezzatura fornirà l’acqua per la produzione intensiva di foraggi migliorando l’alimentazione delle mucche e quindi la loro resa sia per la produzione di latte che di carne.

Fortunatamente la pioggia prevista per quei giorni è stata limitata e ci ha permesso di raggiungere le cooperative nonostante la loro localizzazione. Anche gli altri piccoli problemi sorti nel corso dell’azione sono stati piano piano risolti grazie alla grande volontà del nostro Roberto e all’intraprendenza dei contadini locali. Ad esempio la mancanza di chiodi o il fissaggio dei pannelli solari al terreno: in Italia siamo abituati ad entrare in un negozio e comprare tutto il necessario, mentre qui a Cuba bisogna spesso cavarsela con il poco che si ha a disposizione dimostrando genialità e voglia di fare non comuni.

I sistemi di irrigazione a pannelli solari sono una soluzione efficace ed efficiente per queste latitudini: sia perché l’esposizione solare è intensa tutto l’anno, sia perché in questo modo si eliminano importanti costi di funzionamento come il carburante necessario nel caso di pompe diesel o a benzina, senza chiaramente dimenticare i benefici per l’ambiente derivanti dall’utilizzo di fonti di energia rinnovabile.

Chiusa questa prima fase, insieme ai contadini di Mantua e ad ACTAF, si sta già pianificando la seconda che prevede la realizzazione di un piccolo caseificio dove trasformare in formaggio ed altri derivati parte della produzione locale.

Per affrontare i costi dell’adeguamento della struttura che accoglierà il caseificio, è stato ottenuto un contributo dal fondo bilaterale Cuba-Italia per la cancellazione del debito (circa 18.000 dollari) mentre l’acquisto delle attrezzature e il programma formativo saranno sostenuti dai fondi 8×1000 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La realizzazione di una capacità di trasformazione locale rappresenta una opportunità importantissima per questo piccolo comune: garantirebbe infatti la disponibilità di prodotti caseari freschi alla sua popolazione, oggi costretta a inviare tutto il latte prodotto al caseificio statale di Sandino, a circa 90 km, e solo in parte, e quando è possibile, recuperarlo trasformato in latte in polvere o yogurt.

Inoltre va sottolineato come i caseifici statali della provincia di Pinar del Rio non producano formaggio ma si limitino alla pastorizzazione del latte e la produzione di yogurt. Si tratterebbe quindi della prima produzione di formaggio a livello locale in accordo con la politica del Paese di sostituzione delle importazioni in particolare a livello di Municipi.

L’ultima fase, oltre a coinvolgere una quarta cooperativa produttrice di latte, favorirà la commercializzazione locale dei derivati attraverso la consegna di un furgoncino refrigerato e l’applicazione di politiche di marketing, la realizzazione di un logo e di un packaging personalizzato.

Tutto il programma è accompagnato da percorsi formativi dedicati in cui, oltre alla rete dei partner italiani, partecipano il Minagri (Ministero dell’agricoltura cubano) con i suoi esperti e l’Università di Pinar del Rio con la sua sede decentrata di Mantua.

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