TER-RE: è il momento di pensare al futuro

di Alberto Sciortino

Il progetto “TER-RE, dal Territorio al Reddito” è entrato nella fase finale. Ovvio, quindi, che le domande principali che si pongono in questa fase siano quelle relative alla sostenibilità futura dei risultati raggiunti. Cinque Groupements de Développement Agricole femminili costituiti, cinque centri di produzione avviati, un marchio registrato e una quarantina di prodotti (tra alimentari, tessili e cosmetici) ormai testati in fiere ed esposizioni e persino premiati a livello nazionale. Non sono risultati di poco conto: ma cosa succederà dopo la conclusione del progetto?

Queste domande sono state al centro di due iniziative recenti: uno studio diagnostico e un atelier di riflessione. Lo studio sulle potenzialità e rischi dei risultati raggiunti è stato commissionato al Dott. Mongi Sghaier, direttore del dipartimento di economia rurale dell’IRA, che ha realizzato degli incontri con l’equipe del progetto, con i cinque GDA e con gli altri attori coinvolti e a febbraio ha predisposto il proprio rapporto.

Il 26 febbraio é stato tenuto quindi un atelier pubblico di riflessione sulle prospettive delle attività in corso, incentrato sopratutto intorno alla domanda relativa alla forma societaria da dare all’organizzazione produttiva delle donne creata dal progetto, posto che i GDA (organismi per legge a scopo non lucrativo) non sono adatti a gestire la vera e proria attività commerciale.  L’atelier ha visto la partecipazione come relatore, oltre che del Prof. Sghaier, della Dott.ssa Ines Kaabechi della Direzione Centrale Finanziamenti del Ministero dell’Agricoltura, invitata dal progetto per un’esposizione su vantaggi, inconvenienti e procedure delle differenti forme societarie. Vi hanno preso parte, oltre all’équipe del progetto, all’IRA e a delegazioni di donne dei cinque GDA, numerose istituzioni e Associazioni locali: i Commissariati all’Artigianato e all’Agricoltura, l’Ufficio del Lavoro, l’Aneti, l’Ufficio delle Finanze, le associazioni Islamic Relief, ILEF e Skills to Succeed, l’Agenzia di Promozione dell’Investimento Agricolo, l’UNOPS, un paio di partiti politici, la Società Ambiente di Tataouine, una Società Mutua Rurale, la Direzione Regionale del Commercio, l’Office de Développement du Sud. Radio Tataouine ha realizzato un servizio audio e un lancio sul suo sito web.

Dopo l’accesa discussione in questo atelier, animato da numerose domande e osservazioni delle donne presenti, l’équipe del progetto e l’IRA si sono riuniti alla sede regionale dell’IRA con il Prof. Sghaier e la Dott.ssa Kaabbechi per una riflessione sugli esiti dell’atelier e le attività da intraprendere. Si é discusso di come perseguire la sostenibilità del progetto rispetto agli aspetti “culturali” relativi all’appropriazione da parte delle beneficiarie e ai conflitti in atto e potenziali tra loro, rispetto agli aspetti organizzativi dell’attività commerciale, agli aspetti economici e a quelli legali. Su questo punto, l’orientamento generale é di andare verso la creazione di una Società Mutua (un tipo di cooperativa previsto in ambito rurale) che assumerà il ruolo di gestore del marchio TATAOUI e dei servizi commerciali connessi. Un’ulteriore proposta scaturita dalla giornata è di predisporre un documento unitario degli attori istituzionali da sottomettere al Governatore di Tataouine per giungere alla creazione formale di un consorzio di protezione del marchio, con ruoli definiti per ogni istituzione.

Dopo la fine dell’attuale mese di Ramadhan, l’équipe dovrà avviare la creazione di questa Società, stabilendone lo statuto e la dotazione in capitale azionario e mezzi.

Intanto, dal 19 al 23 marzo, i prodotti del progetto hanno partecipato all’annuale Festival degli Ksour di Tataouine. Uno stand è stato allestito nello spazio messo a disposizione gratuitamente dal Commissariato all’Artigianato. I risultati di questa partecipazione sono stati giudicati positivamene dalle donne partecipanti, anche se inferiori a quello dell’anno precedente, perché i GDA hanno peferito concentrare lo sforzo sulla Fiera Nazionale dell’Artigianato di Tunisi che si è svolta quasi negli stessi giorni.

Dal 22 al 31 marzo, infatti, i prodotti hanno partecipato anche all’annuale Fiera Nazionale dell’Artigianato, allo spazio espositivo del Kram di Tunisi. E’ stato realizzato uno stand simile a quello dell’anno precedente e anche questa volta la partecipazione ha rilevato ottimi risultati di visibilità, numerosi contatti con potenziali rivenditori e vendite superiori a quelle delle edizioni precedenti.

Ed é entrata nel vivo anche l’attività di sostegno alle piccole imprese proposte da donne e giovani, per la quale erano state preselezionate in precedenza undici idee progettuali e undici giovani promotori e promotrici che hanno partecipato alla formazione in gestione d’impresa svolta presso l’Agenzia Nazionale per l’Impiego e il Lavoro Indipendente (ANETI).

L’attività concreta di sostegno é iniziata a febbraio con l’iscrizione a carico del progetto della promotrice della proposta di “sala da thé femminile” a uno specifico corso di formazione in pasticceria. A fine marzo, con visite di campo sui terreni proposti per le piccole imprese di allevamento e con il successivo acquisto delle prime attrezzature, si è iniziato a dare corso anche a tre iniziative in questo settore. Inoltre, in base una specifica richiesta del Commissariato Regionale allo Sviluppo Agricolo (CRDA), si è deciso di integrare nel sostegno all’allevamento anche delle donne dei villaggi che hanno già delle piccole attività di allevamento, ma appartengono a famiglie molto modeste che non possono permettersi di acquistare al momento i giusti alimenti per gli animali. Il progetto ha quindi utilizzato una piccola parte del fondo per acquistare una quantità di questi alimenti presso una SMSA locale del settore, che vengono distribuiti nel tempo in base ai bisogni alle donne comprese in questa piccola lista.

E finalmente, dopo lunghe e laboriose ricerche, nei giorni scorsi é stato sottoscritto il contratto di affitto per il locale che ospiterà tre delle piccole imprese commerciali: la sala da thé, il punto vendita dei prodotti del territorio (che sarà un elemento importante della strategia di marketing della marca TATAOUI) e il punto di creazione e vendita di abiti tradizionali. Si é scelto infatti di accorpare queste tre iniziative in un unico spazio in modo da favorire la collaborazione, la visibilità e lo scambio di clientela.

Un’ulteriore iniziativa avviata nell’ultimo periodo mira ad attivare sinergie commerciali tra i prodotti TATAOUI e le strutture di turismo sostenibile della regione. E’ stata stilata una bozza di convenzione che viene adesso proposta a queste strutture (ne esistono sei attive o in corso di apertura nel territorio) in base alla quale si impegnano a proporre e promuovere i prodotti TATAOUI e occasioni di incontro con le donne dei villaggi alla loro clientela, spesso straniera. In cambio, le strutture ricettive (purché rispettino i principi ecologici e sociali della marca) ricevono visibilità sul materiale TATAOUI cartaceo e online e nelle occasioni di presentazione pubblica. Sono quindi stati effettuati i primi incontri con i titolari di queste strutture, a seguito dei quali, per cominciare, i prodotti sono già oggi esposti presso una maison d’hôte del villaggio di Ras el Oued, la cui titolare è tra l’altro membro del locale GDA.

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