Doundal Souff: prendersi cura della terra

di Roberto Salustri, responsabile del piano agroecologico del progetto Souff

Questo è il momento più difficile dell’anno nel Sahel, ci troviamo a Nguith un villaggio situato vicino alla famosa muraglia verde ideata per combattere la desertificazione. In queste zone piove solo un mese l’anno, bisogna approfittare di ogni singola goccia, ma i cambiamenti climatici e le pratiche agricole errate stanno mettendo in pericolo la popolazione come già successo  negli anni ’80, quando morirono, a causa della carestia, decine di migliaia di persone.
Difficile uscire dalla logica coloniale e ancora di più slegarsi dalle catene del neocolonialismo.
Questo è il primo anno in cui mettiamo pienamente all’opera il nostro modello di fattoria agroecologica comunitaria. Durante i mesi passati abbiamo prodotto compost, piantato alberi, formato i beneficiari, imparato e sperimentato tecniche di agroecologia il tutto aspettando e sperando nelle piogge stagionali di luglio.

Ora siamo pronti, alle prime avvisaglie di pioggia ci riverseremo nella nostra fattoria a seminare arachidi, fagioli, karkade e altre piante. Intanto cerchiamo di proteggere il nostro muro verde che dovrà in futuro difenderci dal vento e dal calore, fornirci biomassa e prodotti forestali. E’ un progetto difficile e impegnativo, ma qui è tutto difficile e impegnativo. Per questo abbiamo ideato un modello di fattoria agroecologica comunitaria: perché dobbiamo usare ogni mezzo sociale e scientifico a disposizione. Ma non dimentichiamo neppure i metodi agricoli tradizionali della zona saheliana come il ZAI o la demilune che abbiamo aggiornato con le nuove scoperte scientifiche nel campo dell’agroecologia. Utilizzermo anche il metodo Fukuoka e le “palline di semi” del famoso agronomo giapponese, soprattutto per diffondere gli alberi.

A novembre avremo il primo raccolto comunitario che sarà trasformato producendo pasta e olio di arachidi, bevande a base di karkadè e tanti altri prodotti agricoli biologici. I primi risultati come fattoria comunitaria.

Il nostro motto è Doundal Souff: prendersi cura della terra in lingua Wolof.

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