Workshop di fotografia sociale: 15 anni raccontando i luoghi e le persone dei progetti ARCS

di Federico Mei, Coordinatore ARCS progetti Cuba

Erano gli anni del Berlusconi II, il governo più longevo della storia della Repubblica, lo stesso del caos del G8 di Genova. Ma anche dei social Forum Mondiali e di un movimento per la pace che perdeva uno dei suoi principali fautori, Tom Benetollo. Io ero ancora un giovincello appena assunto da ARCS, proprio da Tom, alla fine dell’anno di obiezione di coscienza, da poco tornato dal mio primo viaggio in Brasile, un pò lavoro, un pò vacanza. Era il mio primo viaggio fuori dall’Europa. Portavo con me solo le indicazioni e i contatti della cara Rita. Gli MST a Salvador de Bahia, la favela di Santa Marta a Rio. Luoghi che poi sarebbero diventati quasi una seconda casa.

I campi di lavoro Arci, una esperienza nata per permettere a giovani e meno giovani di visitare i luoghi dove la nostra associazione realizzava progetti di cooperazione internazionale, ma non solo, erano già una realtà. Bosnia, Serbia e poi Kurdistan Turco e Mozambico. C’era voglia di fare, di innovare, di conoscere, di mettersi in gioco.

Con grandi difficoltà, all’epoca i biglietti per il Brasile erano carissimi, riuscimmo ad organizzare un primo campo di lavoro a Rio de Janeiro, ospiti del Grupo ECO nella favela di Santa Marta. 7 persone in tutto provenienti da varie parti di Italia. Tra loro Giulio di Meo, un giovane professore di ginnastica con il pallino della fotografia di strada e come idolo Sebastiao Salgado.

È in quelle caldi notti cariocas, passate a parlare di politica, di Lula, della riforma agraria, di sogni e speranze, che prende vita l’idea di organizzare qualche cosa che mettesse insieme il viaggio di conoscenza con la passione per la fotografia e la voglia di far conoscere al mondo queste realtà.

Non era niente di particolarmente nuovo, proposte simili erano già disponibili.

Di nuovo c’era la voglia di condividere e raccontare la vita di tutti i giorni degli abitanti di questi luoghi troppo spesso dimenticati. Immergersi nella loro realtà toccando con mano le difficoltà e le lotte del vivere quotidiano ma anche farsi contagiare dalla loro allegria e rimanere stupiti dalla loro dignità non sempre rappresentate in quelle poche immagini trasmesse dai media o raccontate da qualche film di successo.

L’esperienza venne molto apprezzata tanto che verrà ripetuta ogni anno e toccherà praticamente tutti i paesi dove ARCS interviene. Alcuni reportage saranno pubblicati anche da importanti riviste, altri faranno parte di mostre che grazie alla rete dei circoli Arci, ma non solo, verranno portati in giro per l’Italia.

Dal 2014 si concretizza anche il primo workshop a Cuba in collaborazione con la AHS – Asociacion Hermanos Saiz toccando varie tematiche come la realtà urbana dell’Avana, la relazione tra questa è la parte rurale, i villaggi di pescatori di Baracoa e la vita sui monti dell’Escambray.

Per qualche strano scherzo della storia a Cuba, negli ultimi anni, si era un pò perso l’interesse per questo tipo di fotografia ed è proprio grazie a queste esperienze che vari giovani fotografi di AHS si riavvicinano alla fotografia sociale tanto da organizzare essi stessi, in questo periodo, un workshop aperto a giovani appassionati cubani, proprio sui monti dell’Escambray.

Così anche quest’anno ARCS, in collaborazione con Giulio di Meo, ripropone il laboratorio a Cuba  in programma dal 12 al 23 novembre, dedicato al cinquecentesimo anniversario della città dell’Avana.

Il tema scelto è quello di raccontare la città nella sua evoluzione storico-urbanistico-sociale. Non solo le bellezze patrimoniali dell’Avana Vecchia, ma anche i quartieri dormitorio di Alamar, il misticismo di Guanabacoa e la ruralità di Santiago de Las Vegas , passando per i quartieri borghesi del Vedado e di Miramar.

Del resto sono talmente tante le iniziative che la città sta preparando per festeggiare i suoi 500 anni che basterà passeggiare per le sue vie per essere contagiato dalla “cubania”.

L’obiettivo finale è anche quello di contribuire ad arricchire l’esperienza del progetto INNOVA CUBA, la cui linea di intervento prioritaria è quella della promozione del turismo patrimoniale/culturale in un’ottica di sviluppo locale.

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