Droit: prima sessione dello scambio di buone pratiche

di Fabio Vitali

Il 10 e l’11 ottobre presso il Royal Tulip Hotel di Achrafieh a Beirut – nell’ambito del progetto Droit. Diritti, Reinserimento sociale, Orientamento professionale e Tutela per giovani adulti, donne e disabili nelle carceri libanesi implementato da ARCS in Libano – si è svolta la prima sessione, divisa in 2 giornate, del programma di scambio di buone pratiche e creazione di programmi integrati, affinchè i risultati possano essere aggregati ed avviati ad un processo di standardizzazione operativa con l’obiettivo di migliorare il sistema penitenziario.
Il programma vede il Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private a qualsiasi titolo della libertà personale della Regione Toscana responsabile scientifico dei contenuti, concertati insieme ai rappresentanti delle autorità libanesi di settore: Ministeri, Giudici, Avvocati, Forze di Sicurezza Interna Organizzazioni della Società Civile. I primi 2 argomenti individuati sono stati: 1) Diritti dei prigionieri e monitoraggio delle prigioni; 2) Aiuto legale: il ruolo del volontariato ed i diritti dei prigionieri.

Inaspettata l’affluenza che ha rappresentato davvero tutti i settori coinvolti nelle attività del sistema penitenziario: il Ministero della Giustizia con il Presidente del Direttorato delle Carceri e con la Presidentessa del Comitato per la Riduzione della Pena in 3 governatorati (Beirut, Bekaa, South); il Ministero degli Interni con il Presidente del Direttorato delle Carceri (Internal Security Force) e il membro dell’Information Department responsabile del Comitato Anti-Tortura (Internal Security Force); la BAR Association con rappresentanti dei comitati per l’assistenza legale pro-bono di Beirut e di Tripoli; la società civile con il Cappelanato delle Prigioni, Caritas, Restart, Nusroto, UNHCR, Ambasciata d’Italia, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Tutti i partecipanti hanno apprezzato la formula prevista per il workshop: brevi e precisi interventi preliminari, seguiti da ampie aperture alla discussione, al confronto. Oltre le aspettative l’apertura che i rappresentanti delle autorità hanno mosso verso le sfide e le raccomandazioni osservate dai rappresentanti della società civile.

Grande entusiasmo per il prosieguo di quella che è da tutti attesa, da una parte, come la possibilità di costruire insieme percorsi di sviluppo internazionale, dall’altra come l’opportunità, tra le prime, per praticare un esercizio di scambio rivolto a sottolineare l’importanza che la strutturazione di un approccio integrato alla gestione del sistema giuridico-penitenziario può offrire.
L’organizzazione del workshop ha offerto l’occasione parallela al Garante, ai relatori di Altrodiritto e agli altri membri della più ampia delegazione italiana in visita, di incontrare associazioni di particolare interesse e di effettuare una visita alla Prigione Centrale di Roumieh. In particolare Garante ed Altrodiritto hanno incontrato in Ambasciata d’Italia a Beirut la Prima Segretaria ed il Console e presso la sede generale dell’Internal Security Force il Presidente del Direttorato delle Carceri ed il Direttore Generale della Gendarmeria.
Gli altri membri della delegazione hanno invece avuto incontri bilaterali e visite presso le sedi di Caritas, Restart, Anti Racism Mouvement, Catharsis, Association Justice et Misericorde, Mouvement Social. Tutti attori della società civile libanese operativi dentro e fuori le carceri.

Si sono aperti contatti che crediamo possano gettare le basi per la costruzione di quella cultura legale che pone al centro delle sue attenzioni il detenuto, il recupero del percorso di vita ed il sostegno per la sua reintegrazione sociale.

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