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Tutti ci troviamo in una situazione di emergenza, qualcuno un po’ di più

ARCS Culture Solidali ha avviato la raccolta fondi “Alimenta la Solidarietà – Dona una spesa col cuore” per sostenere le attività di distribuzione di generi alimentari di alcuni partner distribuiti sul territorio. Ecco la storia della Brigata Unità di Strada attiva a Salerno.

Noi, volontari della Brigata – Unità di Strada, non abbiamo smesso di pensare ai nostri amici e alle nostre amiche “invisibili”, a cui destiniamo aiuto alimentare, e non solo, da ormai un anno.
Abbiamo preso contatti con il Comune di Salerno per fornire una struttura alle persone senza fissa dimora della nostra città ma alcuni sono rimasti fuori. Per questo motivo il nostro servizio continua, in maniera diversa dall’abituale e nel rispetto delle regole imposte a causa dell’emergenza: non siamo i soliti quindici o venti ragazzi e ragazze operativi ma soltanto quattro. Non possiamo più chiacchierare con i clochards perché bisogna evitare il più possibile i contatti e, dunque, ci si limita alla distribuzione dei pasti. Insomma, il nostro servizio è forse più rapido e meno empatico del solito ma, perlomeno, abbiamo la certezza che anche alle persone rimaste in strada venga garantito il pasto.
L’empatia però non manca al Palatulimieri
, una struttura salernitana in cui, temporaneamente, sono stati accolti 25 clochards. Alcuni volontari della Brigata vi si recano spesso per controllare la situazione, le condizioni del luogo e, perché no, per fare anche una chiacchiera con i nostri amici “invisibili”.
Questo contatto ha offerto una nuova opportunità di crescita per la Brigata: siamo già abituati a parlare con le persone senza fissa dimora, conosciamo le loro storie, il loro passato, le loro problematiche. Tuttavia, per molti di loro, questa al Palatulimieri rappresenta la prima esperienza di convivenza e ciò gli permette di confrontare le proprie storie con quelle degli altri, di raccontarsi, di aprirsi a chi, magari, ha vissuto una storia simile o, al contrario, completamente diversa.
Ed è così che il Palatulimieri si è arricchito di racconti, di esperienze diverse, di scambio e di condivisione. Non è facile imparare a vivere con l’altro quando si è sempre vissuto in strada, soprattutto se l’altro è uno sconosciuto. Ed ecco come questa situazione di emergenza non sta facendo crescere e riflettere soltanto noi, fortunati nel poter dire “restiamo a casa”, ma anche loro, i senza fissa dimora, che stanno imparando, con alti e bassi, ad accettarsi a vicenda e a comprendere i limiti e le ricchezze dell’altro.
Ci teniamo a sottolineare come la convivenza non sia un’esperienza scontata e ciò è dimostrato dal rifiuto di molti ad essere accolti dalla struttura. Molte persone senza fissa dimora sono riservate o hanno paura di ritrovarsi con persone problematiche o violente: spesso dimentichiamo che un tetto sopra la testa non è per forza sinonimo di sicurezza.
L’elemento più interessante che ha colpito noi volontari è che da questo confronto quotidiano con l’altro sta nascendo qualcosa di nuovo: una prospettiva per il futuro.
In queste settimane, a tutti noi è capitato di interrogarci sul futuro, di chiederci come sarà “il dopo”, come questa situazione di emergenza cambierà il corso delle nostre vite; per una persona senza fissa dimora questa riflessione non è così scontata. Senza speranze e focalizzati solo sul presente, è raro sentire i clochards parlare del futuro, sempre così incerto. La situazione di quarantena e di convivenza li ha invece spronati a pensare al dopo, ad un “progetto” per quel che verrà.
Anche in questa situazione di emergenza, il volontariato che portiamo avanti da un anno si è dimostrato essere non solo, semplicemente, donare ma un dare e ricevere. Ancora una volta, ne usciamo arricchiti.

Ancora di più, questa situazione ha aperto una prospettiva per il futuro anche a chi ci credeva poco, a chi non ci ha mai riflettuto o a chi aveva perso le speranze.

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