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Libano: con la CEI per l’ospedale di Siblin

di Adele Cornaglia

Continua l’impegno di ARCS in Libano nel settore della salute: iniziativa a sostegno delle strutture sanitarie locali in risposta all’emergenza Covid-19

Continua l’impegno di ARCS in Libano nel settore della salute. All’interno dell’iniziativa promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) a sostegno delle strutture sanitarie più fragili di fronte all’emergenza Covid-19, ARCS garantirà supporto all’ospedale pubblico di Siblin.

Il progetto, finanziato con i fondi provenienti dall’8xmille della Chiesa Cattolica Italiana, prevede infatti la dotazione di dispositivi di protezione per il personale sanitario, indispensabile alla gestione dell’emergenza, e di strumenti terapeutici basilari per l’affronto della pandemia.

L’ospedale di Siblin è stato quindi inserito in questa nuova iniziativa alla luce della consolidata collaborazione con gli esperti locali di GENEAH (Genea’s Network for Environment, Art and Health), già partner di ARCS nei precedenti progetti realizzati in Libano nel campo della salute. Si tratta infatti di una struttura sanitaria pubblica, situata in una zona periferica del distretto dello Chouf che offre servizi sanitari a più di 200 mila persone delle comunità locali e rifugiate.

Con il diffondersi della pandemia che attualmente in Libano, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si trova nel livello 3 di trasmissione con focolai temporanei e/o localizzati (1778 casi positivi e 34 decessi al 30/06/2020), il distretto dello Chouf è stata una delle zone dove si sono registrati importanti numeri di casi positivi.

Per far fronte all’emergenza, all’interno dell’ospedale pubblico di Siblin è stata avviata la costruzione di un dipartimento specifico Covid-19 con capacità di assistenza fino a 25 pazienti, 4 unità di terapia intensiva, 17 stanze di isolamento e macchinari per la diagnostica (PRC test). Nel frattempo centinaia di pazienti sono stati assistiti in una zona dedicata ed i casi sospetti riferiti al Rafic Hariri University Hospital, ospedale di riferimento per il trattamento di casi Covid-19 in Libano. Lo staff è dunque quotidianamente impegnato a far fronte alla diffusione del coronavirus e, come affermato dal direttore, il Dr Ahmad Abou Harfouch, l’ospedale si è subito attivato per meglio rispondere all’emergenza, consapevole della sua centralità nell’assistere indistintamente tutte le differenti comunità della regione e zone limitrofe.

In una sua recente visita nello Chouf, nei villaggi trasformatisi in focolai Covid-19 e all’ospedale di Siblin,  il Ministro libanese della salute pubblica, Hamad Hassan, ha ricordato l’importanza delle iniziative della società civile e delle organizzazioni internazionali, ora più che mai fondamentali per una risposta rapida e puntuale all’emergenza sanitaria che si sta diffondendo in Libano, Paese già colpito dalla più grave crisi socio-economica degli ultimi trenta anni.

In questo contesto, si inserisce l’iniziativa promossa da ARCS a supporto della struttura sanitaria di Siblin e del suo staff. Non solo guanti, mascherine e altro materiale protettivo per la sicurezza del personale in prima linea, ma anche strumenti per la diagnostica e la terapia di supporto respiratorio che verranno installati nel nuovo dipartimento Covid-19 dell’ospedale di prossima apertura. I fondi ricevuti dalla CEI verranno interamente dedicati all’acquisto di questi dispositivi che verranno donati all’ospedale per garantire  ai pazienti cure mediche adeguate a fronte della pandemia.

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