fbpx

Un sogno verde chiamato SOUFF

di Andrea Belloni – Ho conservato gelosamente una foto delle mie mani dopo quelle lunghe ore di lavoro. Sporche, piene di terra umida, stanche. Perché volevo ricordare quanta fatica gli uomini e le donne del villaggio di Nguith hanno sopportato per tutta la loro vita

Libano: “Possiamo perdere tutto, ma non la speranza”

di Alice Bodo – Tre settimane fa, circa 30 donne keynote hanno iniziato a protestare davanti al Consolato del Kenya, a Badaro, quartiere di Beirut popolare per i suoi bar e ristoranti alla moda. La richiesta è quella di essere rimpatriate. La manifestazione si è trasformata poco dopo in un sit-in, che, nonostante i diversi tentativi, ad oggi non è ancora stato smantellato.

YOUTHQUAKE: il mio viaggio a Borgofuturo

di Alfonso Lázaro, volontario nell’ambito del progetto YouthQuake – Sono molto grato ad ARCS, YesEuropa, Borgofuturo ed Erasmus + per l’opportunità che ho avuto, specialmente sotto l’insolita e drammatica situazione del COVID-19. Me ne sono andato con la sensazione di aver vissuto un’esperienza di crescita, che mi ha permesso non solo di incontrare persone fantastiche e molto diverse da me, ma di conoscermi meglio e di aprire la mia mente ad una serie di prospettive per affrontare i diversi problemi.

Libano: solidarietà e rabbia alla Nation Station

di Alice Bodo – La Nation Station, o più brevemente “Station”, è una stazione di servizio abbandonata a Geitawi trasformata in un punto di raccolta e centro di distribuzione diretta di pasti pronti, cibo fresco, acqua e beni di prima necessità, a cui ad oggi si rivolgono una media di mille persone al giorno

Situazione in Libano: l’intervista a Giuseppe Cammarata

“Improvvisamente il palazzo ha tremato, sembrava un terremoto. Abbiamo sentito un boato spaventoso: con le altre persone che sono con me ci siamo riparati in un luogo sicuro, poi siamo scesi in strada e abbiamo capito quello che era successo”. E’ la testimonianza all’AdnKronos di Giuseppe Cammarata, rappresentante in Libano di Arcs Culture Solidali.

Il risveglio di Beirut dopo la catastrofe

di Giuseppe Cammarata – Al momento le vittime accertate sono oltre 100, ben più di 4.000 i feriti e si contano circa 100 dispersi. Le scuole sono state aperte per offrire riparo e ricovero a chi ha avuto la casa danneggiata dall’esplosione, ed il governo ha deliberato di supportare con ogni mezzo gli ospedali cittadini, già pieni di pazienti affetti da COVID-19