Se demolissero la tua casa?

Chiara Cruciati
Un bambino gazawi tra le macerie di una casa. Sorride e fa volare in aria un palloncino rosso. La foto è dirompente in giorni di selvaggia violenza contro un popolo chiuso in una prigione. La conta dei morti, i loro nomi, le loro età, è un calvario. La conta delle case distrutte, degli ospedali colpiti, delle piazze frantumate. Al di là delle analisi politiche e le – disumane – ragioni di Stato, quello che dovrebbe bucare lo schermo dei media internazionali e il “doppiopesismo” delle opinioni pubbliche mondiali sono le case in macerie.

Libano e Siria: la situazione è sempre più calda

Micol Briziobello – Referente ARCS in Libano
Negli ultimi giorni, a seguito dell’offensiva israeliana su Gaza, la situazione si sta complicando anche nel sud del Libano, dove sono partiti alcuni razzi diretti verso Israele, nonostante la presenza della forza di interposizione UNIFIL. Ieri, infine, Israele ha risposto colpendo l’area vicina al campo palestinese di Rashidiyeh, a Tyro.

Basta con struzzi e coccodrilli

Cooperanti Italiani in Palestina
Basta con chi fa finta di non vedere. Basta con chi pensa che una partita di pallone sia più importante di un’intera popolazione inerme sotto le bombe… Basta con chi dà del terrorista a un’intera popolazione senza mai aver voluto ascoltare le voci di Gaza. Basta con giornalisti che scrivono articoli comodamente seduti da casa o dalle redazioni a Roma e Milano. Basta con l’equidistanza a tutti i costi. Basta con le condanne bipartisan e con le parole misurate.

Voci da Gaza

Valentina Venditti e Salvo Maraventano
La storia si ripete e a Gaza questo accade sempre più spesso. Non e’ passato molto dall’ultima imponente operazione militare israeliana “Colonna di Difesa” contro la Striscia, quel maledetto Novembre 2012 e non sono ancora passate le scene di orrore di “Piombo Fuso” (2008/2009) che si ripetono nella testa della popolazione di Gaza, ravvivate dai continui attacchi quotidiani ai pescatori e contadini, dalle esplosioni e dal senso di chiusura e le relative conseguenze che la gente vive in quella che e’ la più grande prigione a cielo aperto del mondo.

Gaza: le nostre richieste alla comunità internazionale

La Piattaforma delle ONG Italiane in Medio Oriente e Mediterraneo invita il Governo e le istituzioni Italiane, l’Europa e la comunità internazionale tutta ad adoperarsi senza tregua nello sforzo di mediazione tra le parti in conflitto per il mantenimento del cessate il fuoco, per la fine delle violenze e per il rispetto degli obblighi del diritto internazionale.