Progetto “Solidar MENA”: comitato direttivo e giornate di advocacy a Bruxelles con 25 rappresentanti della società civile del Mediterraneo.

(di Elisa Piccioni) – Una delegazione di rappresentanti di 25 associazioni della società civile e sindacati indipendenti si sono riuniti per fare il punto sulle attività del progetto e definire le priorità e le strategie di advocacy regionali per il 2017-2018

Nel Mediterraneo con SOLIDAR

In occasione del World Social Forum che si terrà a Tunisi dal 24 al 28 marzo 2015, verrà ufficialmente avviato il progetto Decent Work, Social Protection and Freedom of Association in the Middle East and North Africa: Mobilising for Social Justice by strengthening and promoting CSOs, social movements and (independent) trade unions’ role in reforms and democratic changes.

Lavoro dignitoso: il rapporto 2011 del Global Network

Alla vigilia della “Giornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso” la scorsa settimana, SOLIDAR e il Global network (www.theglobalnetwork.net) hanno lanciato un nuovo rapporto che dimostra come la protezione sociale possa apportare soluzioni volte a combattere la povertà, la vulnerabilità e ineguaglianza: ma affinché ciò diventi realtà, è necessaria una società civile forte e strutturata. Il

Solidar istituisce il Fondo di Solidarietà per il Corno d’Africa

Anche la rete di Ong europee  SOLIDAR, a cui Arcs aderisce, si è attivata per far fronte all’emergenza umanitaria nel Corno d’Africa. SOLIDAR, in cooperazione con l’Ong tedesca Arbeiter Samariter Bund (ASB) ha istituito il SOLIDAR Horn of Africa Solidarity Fund. L’Ong tedesca, membro di SOLIDAR, è infatti attualmente presente in Etiopia, Uganda e Kenya

16 organizzazioni europee si mobilitano per sostenere la transizione democratica in Africa del Nord

Nel corso della riunione della rete SOLIDAR (26-27 aprile) a Madrid sui recenti cambiamenti politici e sociali nel Nord Africa, tutti i partecipanti hanno ricordato che la situazione di emergenza umanitaria causata dallo spostamento dei profughi dai paesi vicini del Sud non può essere utilizzata come un pretesto per mettere in discussione l’accordo di Schengen