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OBIETTIVO:

Promuovere la conoscenza e lo scambio con la realtà ruandese contemporanea, in particolare dell’Associazione locale SEVOTA, attiva dal 1994 (anno del genocidio) nel percorso di ricostruzione, riabilitazione e riconciliazione nel Paese. Questo avverrà attraverso le diverse attivitàa cui prenderanno parte i volontari insieme alle donne e ai giovani attivisti di SEVOTA.

I beneficiari dell’Associazione sono le donne e i giovani vittime delle violenze durante il genocidio. Attraverso il campo si vuole, da un lato, dare occasione alle donne e ai ragazzi di far conoscere le loro storie, il loro vissuto spesso caratterizzato da sofferenze, ma anche di affrontarle, riappropriandosi del gioco, dando vita a percorsi creativi e costruttivi.

Altro obiettivo è quello di promuovere il dialogo interculturale tra due realtà diverse, come quella italiana e quella ruandese, in modo da creare nuovi stimoli e spunti di lavoro per il futuro. Un particolare ruolo è svolto da SEVOTA, che lavora sulla memoria del genocidio e la realizzazione di attività socio-culturali e generatrici di reddito per le donne e i giovani.

 

ATTIVITA’:

  • Realtà a confronto: scambio e condivisione di esperienze.
  • Formazione di gruppi di dialogo tra donne, ragazzi rwandesi e volontari italiani.
  • Incontri con alcuni gruppi di donne, spesso rimaste solo dopo il genocidio, che si sono organizzate in associazioni e lavorano sulla ricostruzione dell’identità affrontando e tentando di superare in maniera collettiva il dolore e i traumi, e costruendo, con il loro lavoro quotidiano, una società diversa.
  • Creazione di laboratori ludico-ricreativi (la tipologia sarà definita insieme in base alle competenze ed esperienze dei volontari compatibilmente al gruppo e alle esigenze dell’Associazione e dei beneficiari).  Ad esempio:
    • Attività sportive come strumento di interazione con le realtà dei giovani beneficiari di SEVOTA;
    • Attività ludiche (laboratori di intrattenimento con i ragazzi: gioco, musica, teatro, cucina…);
    • Attività di intercultura Italia-Rwanda: danza, musica, immagini, tradizioni…
    • Attività artistiche: disegno/pittura;
    • Recupero dell’area verde davanti la sede di SEVOTA a Rukoma con la realizzazione di un giardino-aiuola con fiori;
    • Corso base computer.
    •  Visita al Memoriale del Genocidio
    •  Visita al museo nazionale di Butare.

 

PARTNER LOCALE:

SEVOTA: si tratta di un’associazione che già a partire dal 1994 si occupa della pacificazione tra le

parti coinvolte nel genocidio.

La sua missione è quella di migliorare le condizioni di vita sociali, politiche, culturali ed economiche

attraverso la promozione dei diritti della persona, delle donne e dei bambini più vulnerabili, creando

spazi di dialogo e confronto.

 

PERIODO: 4-18 Agosto 2013 (date flessibili)

 

QUOTA: 1700 euro

 

LUOGO: Kigali e distretto di Kamonyi.

 

ALLOGGIO: Appartamento a Kigali. Appartamento a Kamonyi.

 

LOGISTICA: 

I partecipanti alloggeranno in appartamento, i pasti verranno cucinati dalla donne dell’associazione. Il trasporto verrà effettuato con taxi collettivi ed occasionalmente con mini van per raggiungere le località più distanti.

 

PARTECIPANTI:

Il campo è aperto a tutti coloro i quali abbiano esperienza nell’animazione con ragazzi, bambini e donne e in particolare, una certa sensibilità, considerando che ci si relazionerà con donne e giovani ragazzi che hanno vissuto sulla propria pelle un trauma come quello del genocidio del 1994. Fondamentale è la capacità di adattamento rispetto al contesto con cui si va a interagire.

Ricercate capacità artistico-creative e di intrattenimento. E’ requisito preferenziale la conoscenza della lingua francese.

Possono partecipare solo maggiorenni.

Minimo 6 partecipanti

Massimo 10 partecipanti.

 

TUTORAGGIO 

1 tutor italiano; un tutor in loco.

 

IPOTESI DI PROSEGUIMENTO DELLE ATTIVITA’ DOPO IL CAMPO:

Scopo del campo è quello di promuovere la conoscenza della realtà rwandese in Italia, creando

così nuove reti di solidarietà, unendo e contribuendo al percorso di sensibilizzazione che hanno

intrapreso le volontarie SVE al rientro dal Rwanda.