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OBIETTIVO: L’obiettivo di questo campo sarà quello di documentare la realtà dei contadini brasiliani e del Movimento dei Sem Terra. Ogni giorno si andrà in giro all’interno degli accampamenti e assentamentos dell’area prescelta per catturare “istantanee” della vita quotidiana dei “Senza Terra”, comunità che hanno deciso di organizzarsi e resistere nella lotta per la riforma agraria. Camminando ed entrando nelle loro case e baracche cercheremo di conoscere queste realtà e queste persone e di raccontarle attraverso l’uso della macchina fotografica. Tutte le sere invece si farà l’editing del lavoro degli studenti, con discussione e confronto tra le varie foto. Ogni giorno verranno quindi selezionate immagini significative su cui poi si baserà la selezione finale. Ogni studente alla fine del corso dovrà raccontare, con un gruppo d’immagini, la sua esperienza, il suo “reportage sociale” sul Movimento Sem Terra. 

ATTIVITA’: Corso di Fotografia di Reportage

PARTNER LOCALE: Movimento Sem Terra

Il Movimento dei Senza Terra è un movimento di agricoltori e braccianti in lotta contro i grandi proprietari terrieri e ha segnato in modo indelebile la storia recente del Brasile. Essi lottano per conquistarsi un posto occupando i terreni lasciati incolti dai latifondisti assenti ma disposti ad usare la forza per non perdere il loro diritto proprietario. I Sem Terra nei terreni occupati creano degli accampamenti, e avviano pratiche legali per vedere riconosciuta la loro azione e ottenere la proprietà delle terre. Dopo un lungo periodo di pratiche giudiziarie e di continua resistenza alle intimidazioni, trasformano gli accampamenti in “assestamenti” e iniziano la spartizione delle terre. il Movimento dei senza terra brasiliano (MST) è oggi il movimento sociale più grande in America Latina. Fin dalla sua creazione nei primi anni ’80, il MST ha fatto pressioni sul governo per far riconoscere queste terre a circa 150.000 famiglie. Oggi il movimento sostiene la lotta di oltre 57.000 famiglie che hanno occupato terre incolte in 23 stati. Il movimento inoltre controlla 1000 scuole primarie nei loro asettlements, qui 2.000 insegnanti lavorano con circa 50.000 bambini. Nonostante il grande lavoro e sacrificio, i contadini sono costretti a subire continue violenze da parte della polizia e dei latifondisti, che spesso, si trasformano in veri e propri massacri.

PERIODO09 – 23 Agosto 2014 

QUOTA: La quota di partecipazione è di Euro 2600. La quota comprende viaggio aereo da Roma o Milano a Fortaleza, spostamenti in loco, vitto, alloggio, assicurazione, 1 accompagnatore dall’Italia, la partecipazione al workshop fotografico. 

LUOGO: Cearà, Brasile. Ceará è uno stato brasiliano situato nella regione nord-estina e che si affaccia sulla costa Atlantica. Lo stato è conosciuto per la sua capitale, Fortaleza, per la bellezza del suo litorale e delle sue spiagge, che ogni anno accolgono moltissimi turisti. Ma il Ceará non è solo questo. È anche uno degli stati brasiliani dove il Movimento Sem Terra è più attivo e strutturato, sia per quanto riguarda le occupazioni di latifondi, sia per la loro efficiente organizzazione nel vivere quotidianamente e collettivamente.

ALLOGGIO: Ospiti delle famiglie in diversi accampamenti e assentamentos del MST.  Ostelli e Pousadas. 

LOGISTICA:  Si mangerà presso le famiglie quando non sarà possibile si mangerà in ristoranti popolari. 

PARTECIPANTI: 

NUMERO PARTECIPANTI ITALIANI: Max. 7

TIPOLOGIA PARTECIPANTI: Appassionati di fotografia di reportage e tematiche sociali.

TUTORAGGIO  Fotografo Giulio Di Meo 

IPOTESI DI PROSEGUIMENTO DELLE ATTIVITA’ DOPO IL CAMPO: 

Produzione dvd multimediale con le migliori immagini realizzzate durante il corso.  Realizzazione di una mostra itinerante attraverso i circoli Arci. 

PROGRAMMA:  Giunto al suo ottavo anno di vita, questo workshop rappresenta un’esperienza di scambio, ormai consolidata, tra l’Arci, il Movimento Sem Terra e il fotografo Di Meo. Quest’anno andremo nel Cearà, uno degli stati brasiliani dove il movimento è molto attivo e strutturato, sia per quanto riguarda le occupazioni di latifondi sia per la loro efficiente organizzazione nel vivere  quotidianamente e collettivamente. Il programma prevede la visita di diversi accampamenti e assentamentos del MST, ospiti delle famiglie, in modo da avere una visione globale ma ravvicinata, di questo grande movimento sociale. MST è partner dell’Arci nel cammino verso un mondo migliore. Ogni giorno si andrà in giro all’interno degli accampamenti e assentamentos dell’area prescelta per catturare “istantanee” della vita quotidiana dei “Senza Terra”, comunità che hanno deciso di organizzarsi e resistere nella lotta per la riforma agraria . Solo camminando, solo entrando in case e baracche possiamo stabilire un rapporto con loro, che poi cercheremo di imprimere sulla pellicola fotografica. Tutte le sere invece si farà l’editing del lavoro degli studenti, con discussione e confronto tra le varie foto. Ogni giorno verranno quindi selezionate immagini significative su cui poi si baserà la selezione finale. Ogni studente alla fine del corso dovrà raccontare, con un gruppo d’immagini, la sua esperienza, il suo “reportage sociale” sul Movimento Sem Terra. 

GIULIO DI MEO 

Giulio Di Meo, nato a Capua (Ce) nel 1976, è un fotografo impegnato nel reportage sociale che porta avanti i propri progetti in modo indipendente. Crede nella fotografia come strumento per informare e denunciare e come mezzo di cambiamento personale, sociale e politico. Da una decina di anni cerca di promuovere, attraverso incontri e workshop, in Italia e all’estero, un nuovo modo di vivere la fotografia, sostenendo un’idea di reporter che non si limiti a informare ma che agisca concretamente e attivamente nelle realtà che documenta. A partire dal 2003 lavora al progetto fotografico Riflessi Antagonisti sulle realtà e lo sfruttamento dei paesi latinoamericani e dal 2006 a Obiettivo Sahrawi sulle condizioni di vita nei campi profughi. Tra i suoi reportage: del 2005 Riflessi Cubani offre stralci di quotidiano sull’isola e del 2006 Tra cielo e terra, sulla vita nelle Favelas di Rio de Janeiro. Nel 2007 realizza, per il cinquantesimo anniversario dell’Arci, il libro Cinquant’anni di sguardi, un viaggio attraverso i circoli in Italia. Del 2008 sono i lavori Casa Luzzi, vive, documentario fotografico dell’occupazione di un ex-ospedale di Firenze da parte di 350 famiglie di immigrati e Fiori di strada sulla vita delle prostitute di Bologna. Nel 2011 torna ad occuparsi del Brasile con i lavori sulla favela Rocinha di Rio de Janeiro e sulla comunità Dandara di Belo Horizonte. Nel gennaio 2013 pubblica il libro Pig Iron, le cui immagini raccontano le gravi ingiustizie sociali e ambientali commesse dalla multinazionale Vale negli stati brasiliani del Pará e del Maranhão, tra i più poveri del Paese. Negli anni, inoltre, ha realizzato mostre, calendari, poster e incontri al fine di raccogliere fondi per i numerosi progetti sociali che si muovono intorno alle realtà di cui si è occupato nei suoi reportage.

www.giuliodimeo.it