Attività

OBIETTIVO
L’obiettivo del workshop è quello di avvicinare i partecipanti alla vita di quartiere, andando a diretto contatto, in particolare, con la quotidianità di uno dei dipartimenti più complessi e vivi della banlieue di Dakar: Guediawaye, a Medina Gounass.

Per garantire un approccio sincero con il territorio, basato sull’incontro e lo scambio non solo tra i partecipanti e il paese ospite, ma anche tra culture e competenze dei medesimi tutor, Giuditta Nelli, artista e fotografa italiana da anni al lavoro anche in Senegal, coinvolge Malyka Diagana, fotografa nata in Mauritania e residente a Dakar. Le attività previste permettono non solo l’acquisizione di capacità in ambito fotografico, ma anche e soprattutto la creazione di nuovi incontri e una visione non stereotipata e vera della vita senegalese dans la rue. L’atelier approccia due diverse tecniche fotografiche: quella stenopeica, lenta, particolarmente adatta alle riprese di paesaggio e caratterizzata da un approccio ‘senza filtri’; e quella digitale, capace di cogliere - nel loro accadere - azioni, momenti, sguardi unici. Con un’attenzione particolare al femminile nella società senegalese, tra economie informali, officine, boutique e negozi di artigiani, nel tempo lento ma intenso della periferia di una metropoli africana, i partecipanti realizzano scatti fotografici e creano relazioni con il territorio e i suoi abitanti. Al di là delle specifiche giornate formative di laboratorio, il lavoro fotografico, d’incontro con il Senegal e di scambio con le comunità, prosegue e si amplia sia nelle visite a associazioni Dakaroises sia nei viaggi previsti fuori Dakar.

Il laboratorio viene realizzato in collaborazione con l’associazione G Hip Hop e prevede la visita alle vicine realtà associative: centri di accoglienza per donne e bambini in difficoltà, centri di alfabetizzazione e formazione professionale per giovani donne del quartiere escluse precocemente dal percorso scolastico.

ATTIVITÀ
Workshop di pinhole e street photography

PARTNER LOCALE

G Hip Hop è un'associazione senegalese, situata a Guediawaye, nella banlieue di Dakar, creata nel 2010 da un collettivo d'artisti Hip Hop, rapper, writer, dj, ballerini, animatori e appassionati di musica. Il suo scopo è quello di sviluppare progetti culturali nel complesso quartiere di periferia in cui opera, accompagnando i giovani nelle loro pratiche artistiche legate alla cultura urbana.

G Hip Hop offre uno spazio di formazione e espressione e basa il suo lavoro sull’imperativo: Nutrire il futuro! Nutrire il futuro significa preparare i giovani al domani, ascoltarli e confrontarsi con loro, spingerli ad investire su loro stessi, spronarli a trovare in se stessi capacità e passione, senza attendere aiuti dall’esterno.

L'associazione, che ha più di 1000 soci e riunisce più di 100 gruppi rap della città, oltre a realizzare atelier letterari e artistici e organizzare concerti, propone incontri dedicati alla vita in banlieue, alla difesa dell’ambiente, alla cittadinanza attiva e - ovviamente - alla cultura Hip Hop. La sua sede, vissuta dai soci e dagli abitanti del quartiere, oltre a spazi per gli atelier e le conferenze, ha una biblioteca specializzata, uno studio di registrazione e un ristorante all'aperto dove - tra una bissap e un fataya - si assiste a letture e sessioni di freestyle, il tutto condito in salsa Hip Hop

PERIODO
24 Marzo – 2 Aprile 2016

LUOGO
Dakar, Guédiawaye con escursioni a Gorée e Lago Retba (Lac Rose). Senegal

COSTO DEL WORKSHOP
La quota di partecipazione è di 1.800 euro
e comprende viaggio, vitto e alloggio, assicurazione e spostamenti interni e ogni altro costo relativo alla realizzazione del corso in loco. Inoltre, la quota comprende un contributo al nostro partner locale.

Si parte tutti insieme, generalmente da Roma o da Milano. I costi di viaggio dalla propria residenza all’aerporto di partenza non sono inclusi nella quota e sono a carico dei partecipanti, così i come i costi per la partecipazione alla formazione pre-partenza.

ISCRIZIONE
Le iscrizioni sono aperte fino al 24 febbraio 2016.

Per iscriversi al campo occorre inviare la scheda di iscrizione scaricabile dal sito e leggere con attenzione il regolamento per i workshop fotografici. Gli iscritti saranno contattati subito dopo la scadenza per effettuare il versamento della quota entro i termini stabiliti da Arcs.

ALLOGGIO
Si alloggerà presso strutture gestite da associazioni locali oppure presso alloggi privati.

LOGISTICA
Si mangerà presso ristoranti popolari e, quando utile per lo svolgimento delle attività laboratoriali, presso la struttura di residenza o presso l’associazione G Hip Hop, dotata di tangana (tavola calda in wolof).

Si consiglia di portare con sé un sacco a pelo o sacco lenzuolo, repellenti per zanzare e zanzariere da campeggio.

Importante. Ciascun partecipante deve portare con sé, dall’Italia, almeno una scatola di latta, con coperchio metallico (scatole del tè, dei biscotti, delle caramelle, ecc.).

NUMERO PARTECIPANTI ITALIANI
MIN 5 - MAX 6

Il campo si realizzerà solo se si raggiungerà il numero minimo di 5 partecipanti entro la data di scadenza delle iscrizioni

TIPOLOGIA PARTECIPANTI
Appassionati di viaggio, tematiche sociali e fotografia, neofiti e non.

Ai workshop parteciperanno anche alcuni giovani del quartiere, segnalati dall’Associazione G Hip Hop (interessati alle tematiche e agli strumenti, formatori, ragazzi in difficoltà).

TUTORAGGIO
Giuditta Nelli, social practice artist e fotografa
Malyka Diagana, fotografa

(seguono biografie)

IPOTESI DI PROSEGUIMENTO DELLE ATTIVITA’ DOPO IL CAMPO
Produzione dvd multimediale con le migliori immagini realizzate durante il corso.

Realizzazione di una mostra itinerante attraverso i circoli Arci.

PROGRAMMA
Il workshop si articola su tutti i 9 giorni di permanenza in Senegal e prevede la realizzazione di un progetto fotografico, dalla sua ideazione all’editing.

Il programma include alcune giornate specifiche di approfondimento formativo su tecniche fotografiche e approcci progettuali (vedi schema). Con l’intento di fare avvicinare i partecipanti al territorio in maniera diretta e vissuta, senza filtri e diaframmi, si inizia apprendendo e sperimentando la tecnica stenopeica. Durante le azioni di pinhole photography, si abita il quartiere, coinvolgendo e facendosi coinvolgere dai suoi abitanti. In questa fase, i tutor si avvalgono dell’aiuto di alcune ragazze ospiti della Maison Rose, precedentemente formate dall’associazione A-POIS, che aiutano sia nella realizzazione degli scatti che nella mediazione e nell’incontro con il territorio. Vissuto e osservato il contesto in maniera diretta e partecipata, costruite le proprie macchine stenopeiche, realizzati e stampati scatti in bianco e nero, si inizia il cammino ‘digitale’ e di street photography: con la supervisione dei tutor, ogni giorno si documentano incontri e sguardi, concentrando la propria attenzione sulla vita dans la rue e sul femminile nella società africana senegalese. Ogni giorno, attraverso discussioni e confronti tra i partecipanti, si analizza il processo fotografico e ci si interroga sull’esperienza in corso; parallelamente, sempre quotidianamente, si procede all’editing e alla selezione degli scatti che, alla fine del corso, vanno a formare il portfolio personale. Con le foto più rappresentative viene realizzata una presentazione multimediale, che viene mostrata al quartiere durante la festa di chiusura del workshop, a Guediawaye prima del rientro e diffusa, poi, tramite il circuito Arci, on-line e nei circoli.

La zona su cui si concentrano la maggior parte delle azioni fotografiche è quella di Guediawaye, nel dipartimento di Medina Gounass, nella periferia di Dakar. Si tratta di un quartiere creato nel 1967, con l’intento di dare casa agli sfollati dai quartieri situati non lontano dal centro città. Sviluppatosi in forma spontanea, presenta i problemi ambientali, dovuti al suo essere stato costruito dove prima esistevano solo campi, venduti senza che venisse dato un effettivo permesso di occupazione e che fosse studiato un piano urbanistico. La sua superficie è di 80 ettari e la sua popolazione è stimata attorno ai 45680 abitanti. Unies Vers’Elles, un’associazione locale tra le più attive, stima che le famiglie mono-parentali, composte dalla mamma con 5-8 figli, siano il 45% del totale. Per la maggior parte povere e vulnerabili, le famiglie sopravvivono grazie al sistema del goorgoolou, dello sbrigarsela, al volo. Il tasso di analfabetismo è molto elevato (c’è una sola scuola pubblica, per un totale di 685 studenti) e il quartiere soffre di un’esclusione geografica e di una mancanza d’infrastrutture e collegamenti con i quartieri del centro.

Si decide di operare in questa zona, per approcciare la realtà locale, vera, viva e complessa. Il programma prevede l’incontro con altre realtà associative, al lavoro in ambito sociale e culturale, e alla scoperta, in loro compagnia, di altre aree della banlieue.

Il workshop prevede alcune ‘derive’ fotografiche nel centro della città di Dakar (dove si vive l’altro volto della metropoli africana, in alcune parti fortemente occidentalizzata e decisamente in via di sviluppo) e alcuni viaggi fuori Dakar, importanti per una più profonda scoperta della storia, della cultura e del paesaggio senegalese.

Attività Mattino, 3h Pomeriggio, 3h
   

Introduzione metodologie e finalità del workshop

Inizio lavoro di gruppo, discussione e progettazione Allestimento camera oscura

Pinhole

Introduzione alla fotografia stenopeica

Costruzione delle macchine fotografiche

Realizzazione scatti stenopeici

Stampa negativi

Pinhole

Realizzazione scatti stenopeici

Stampa negativi

Realizzazione scatti stenopeici

Stampa negativi e positivi

Street

Pianificazione progetto fotografico

Specifiche tecniche

Realizzazione scatti digitali
Street Realizzazione scatti digitali Realizzazione scatti digitali
  Editing e creazione presentazione multimediale Festa di chiusura e presentazione immagini

 

BIOGRAFIE

Social practice artist e fotografa, Giuditta Nelli nasce, nomade, a Genova. Durante gli studi in architettura, scopre la public art e la forza che l’arte ha, quando si fa strumento al servizio delle relazioni tra luogo e abitante. Allontanatasi dall’ambito accademico, inizia un cammino che - passando attraverso la sperimentazione di diversi linguaggi - la porta a realizzare interventi d’arte, basati sulla messa in opera di processi partecipativi in ambiti socialmente difficili. Già membro del gruppo di artisti e architetti Actiegroep, nel 2006 è co-fondatrice del collettivo IMPOSSIBLE SITES, cui fa seguire la sezione dans la rue, di cui è curatrice e urban lab trainer e con cui realizza interventi community based, che vedono nella fotografia uno strumento, anche politico, per il disvelamento e il superamento di luoghi impossibili. Per il collettivo e con l’associazione A-POIS, dal 2009 conduce - in Italia, Marocco, Senegal e Cuba - atelier urbani comunitari basati in particolare sul metodo stenopeico; in questi laboratori, la scatola, l’Apparecchio fotografico (l’Apparat di Flusser) viene usato per quello che è: un giocattolo che simula il pensiero e che permette di tradurre il proprio spazio, geografico, personale e sociale. Espone in collettive e personali e, in qualità di visiting professor, racconta il proprio approccio alla fotografia, alla stenopeica e all’arte partecipativa, in contesti nazionali e internazionali. Arrivata a Dakar quasi per errore nel 2005, medinoise di adozione, vive il Senegal come la propria seconda casa, facendovi ritorno ogni anno da, ormai, dieci anni.
Convinta promotrice della forza creatrice dell’incontro e dello scambio, chiamata a proporre un workshop per il campo di lavoro di Arcs, decide di coinvolgere la fotografa Malyka Diagana, nei cui scatti in bianco e nero ritrova il proprio sguardo sulla complessa e forte società senegalese.

 

Nata in Mauritania, da madre scrittrice capoverdiana e padre soninké, avvocato, Malyka Diagana è fortemente legata alle sue origini multiculturali. Giunta a Dakar dopo il diploma per continuare i suoi studi in grafica, si avvicina al video, acquisendo una solida competenza anche in regia delle luci. Nella sua carriera di studentessa, ha la fortuna di incontrare e seguire il docente e fotografo Djibril Sy, che le fa amare la fotografia e le trasmette la voglia di intraprendere e perseverare in questo cammino. Consacra molto del suo tempo a quest’arte, continuando però a 'giocare' con la luce, attraverso la grafica e gli altri strumenti a sua disposizione. I suoi scatti sono il frutto di diversi livelli di approfondimento e descrivono la frase di Mc Luhan che Malyka fa sua: "Foto-grafare è scrivere nella luce". Nei suoi lavori opta per il bianco e nero e s'interessa in maniera particolare al ritratto. Un filo conduttore nella sua pratica artistica è l'impegno nella lotta contro le discriminazioni di ogni genere e a favore dell'unità nazionale in Mauritania. La sua frequentazione del mondo street della capitale dakaroise, si concretizza in solide collaborazioni con artisti del rap e del graffito. La fotografia è, per Diagana, un modo per fornire il proprio punto di vista sul presente, raccontare una moltitudine di sguardi e storie, condividere esperienze e rispondere ad un "dovere d'archiviazione" che sente nei confronti delle generazioni future.

CHIEDI INFORMAZIONI OPPURE ISCRIVITI

Per partecipare ad un campo di lavoro internazionale basta scaricare la scheda di iscrizione, compilarla in ogni sua parte e rispedircela via email a campidilavoro@arci.it o tramite il form qui sotto.

foto_giuditta_senegal

Nome e Cognome(richiesto)

La tua email (richiesto)

Recapito telefonico (richiesto)

Quale campo ti interessa

Il tuo messaggio

Carica la scheda di iscrizione