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La Piattaforma delle Ong italiane in Medioriente ha appreso con dolore e sgomento il rapido susseguirsi delle fasi del rapimento e poi dell’uccisione a Gaza di Vittorio Arrigoni da parte del gruppo estremista salafita, Brigata Mohammed Bin Moslama.
Esprime forte cordoglio per la sua morte e sincera vicinanza alla famiglia, all’International Solidarity Movement e a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere Vittorio, che nella Striscia di Gaza è stato un costante riferimento per tutti gli operatori di pace.
Vittorio, volontario e militante pacifista, ha scelto di stare a Gaza in questi ultimi tre difficili anni per testimoniare al mondo le sofferenze della gente palestinese,che vive rinchiusa nella Striscia, una vera prigione a cielo aperto, sottoposta ai bombardamenti israeliani, ad un blocco ingiusto e immotivato che impedisce l’ingresso dei generi di prima necessità, a misure restrittive che, giorno dopo giorno, la privano dei mezzi di sussistenza, persino dell’acqua potabile, della possibilità di lavorare la terra e di pescare in mare: un’ingiustificata punizione collettiva in aperto contrasto con il diritto internazionale.
Con il suo blog e i suoi articoli, la sua vita, Vittorio raccontava quotidianamente al mondo tutto ciò, condividendo con la gente di Gaza l’esistenza quotidiana in un ambiente estremo in cui le privazioni, la violenza,la repressione interna contro ogni forma di espressione democratica e indipendente hanno creato l’humus che alimenta la violenza che ha portato all’atto criminale e barbaro della sua uccisione.
Le Ong italiane, che da anni lavorano a Gerusalemme, nei territori palestinesi e soprattutto nella Striscia di Gaza in collaborazione con i partner palestinesi per il miglioramento delle loro condizioni di vita e per l’affermazione della giustezza della pace e del dialogo, si stringono attorno alla famiglia di Vittorio e ai suoi affetti, tenendosi per mano con tutte le colleghe e i colleghi che operano a Gaza.
Insieme alla condanna assoluta dell’assassinio, la Piattaforma fa appello alle autorità responsabili nella Striscia di Gaza ed al Governo italiano perché sia fatta quanto prima luce sull’accaduto.
Le Ong italiane della Piattaforma esprimono la ferma volontà di vegliare a che questo atto non sia il pretesto per interrompere il flusso di solidarietà,cooperazione e aiuti di cui la popolazione di Gaza, assediata e stremata, ha vitale bisogno e chiedono che la comunità internazionale si adoperi affinché questa ennesima tragedia non favorisca un pericoloso isolamento e un nuovo periodo di privazioni estreme,ulteriore incentivo per la nascita di forze estremiste come quella che ha perpetrato l’assassinio di Vittorio Arrigoni.
A Gerusalemme, in West Bank e a Gaza le Ong aderenti alla Piattaforma continueranno il loro impegno di solidarietà e cooperazione,adottando tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza dei volontari e cooperanti, in stretta relazione con le altre Ong e organismi internazionali, collaborando con tutti coloro che in quei luoghi chiedono oggi di non essere confusi con gli esecutori di questo atto efferato.
Le Ong italiane della Piattaforma sosterranno con sempre maggiore forza il lavoro e l’impegno delle organizzazioni della società civile palestinese perché questo popolo ritrovi una direzione unitaria. Non si stancheranno di interloquire con il governo e le istituzioni italiane e con la comunità internazionale perché siano fatte le debite pressioni sul governo israeliano per la cessazione degli atti di guerra e repressione che colpiscono la popolazione civile palestinese, pretendendo che venga messa fine al blocco ingiusto e immotivato imposto alla gente della Striscia di Gaza.
La Piattaforma Ong Italiane in Medioriente
Roma, 15 aprile 2011
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