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01Giugno2011 Non lasciateci soli: l’appello delle organizzazioni della società civile afgana

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<<Non lasciateci soli>>: è questo l’appello delle organizzazioni della società civile afgana presenti alla Conferenza internazionale del 24 e 25 maggio scorso, promossa a Roma dalla rete italiana Afgana. <<Non lasciate sola la società civile che opera per la pace, per la democrazia, per i diritti>>, chiedono i rappresentanti afgani alla comunità internazionale.

All’approssimarsi del 2014, anno in cui la presenza militare dei Paesi occidentali nel territorio terminerà, è forte infatti il timore dei cittadini afgani di un arretramento verso la condizione di partenza, quando i talebani erano al potere.

Le organizzazioni della società civile afgana in questi ultimi 10 anni hanno lavorato con tenacia per il futuro del popolo afgano. Attraverso il loro operato hanno cercato di dare voce alle esigenze delle molteplici realtà del tessuto sociale afgano, diventando un soggetto il cui coinvolgimento è imprescindibile per avviare una ricostruzione sociale condivisa, per rafforzare il processo di partecipazione democratica e il rispetto dei diritti umani.

E’ quindi anche grazie al lavoro delle varie organizzazioni della società civile afgana se oggi nel Paese si è sulla strada della democrazia. Tuttavia le minacce sono ancora presenti e il rafforzamento del ruolo della società civile non ancora completato. Non possono essere nascosti i nodi irrisolti: sebbene oggi le donne possano partecipare attivamente alla vita del paese ancora in alcune aree vengono lapidate e si sente la mancanza di programmi di ampio respiro per la loro tutela; l’amnistia per i crimini di guerra, prevista in un disegno di legge, non garantisce il processo di pace e l’affermazione di uno stato di diritto; dal tempo in cui i talebani controllavano la sola radio e il solo giornale presente nel Paese, oggi ci sono 50 stazioni televisive e oltre 105 stazioni radio. La pluralità di voci è però minacciata da quei media in mano alle forze politiche estremiste e antidemocratiche; vi è poi il problema dei confini: Pakistan e Iran da sempre cercano di imporre la loro influenza sull’Afghanistan, alimentando l’instabilità del Paese. Così pure la conflittualità tra USA e Iran non permette al Paese di essere davvero indipendente.

Cosa ha risposto la comunità internazionale alle richieste delle organizzazioni della società civile afgana? L’Italia, tramite Alfredo Mantica, Sottosegretario agli Affari Esteri, fa sapere che l’aiuto italiano non mancherà: dalla presenza militare si passerà all’affiancamento e all’addestramento di forze di sicurezza locali, all’aiuto nella costruzione di scuole, ospedali, carceri, al sostegno alla creazione di istituzioni stabili. Sulla necessità di istituzioni stabili si è espresso anche Staffan De Mistura, Rappresentante Speciale del S.G. dell’ONU e Capo della Missione di Assistenza dell’ONU in Afghanistan. De Mistura ha sottolineato come dopo il 2014 non verrà a mancare l’aiuto al Paese, che si concretizzerà in un sostegno finanziario e alla società civile, con la richiesta però che essa riesca a parlare con ‘una sola voce’: solo così infatti potrà contare veramente nel processo di ricostruzione sociale del Paese. De Mistura infatti non nasconde la probabilità che nei prossimi governi ci sia la presenza dei talebani: d’altra parte essi sono ancora presenti nelle istituzioni e governano in alcune parti del Paese. L’importante, per il rappresentante ONU, è che la società civile sappia bilanciare la loro presenza ed esprimersi fermamente a favore della pace, della democrazia e dei diritti umani. Ha confermato il sostegno all’Afghanistan da parte dell’UE Bettina Muscheidt, del Servizio europeo per l’Azione esterna – Desk Afghanistan, che ha sottolineato come in questi anni tanti siano stati i progetti e i programmi Ue per il rafforzamento del settore giustizia, dei diritti umani, dello stato di diritto, dei diritti di genere in Afghanistan. In attesa di vedere se le promesse saranno mantenute, si può star certi che la società civile afgana potrà contare sul sostegno alle sue rivendicazioni da parte della rete italiana Afgana, al suo fianco dal 2007.

Info:desilvestri@arci.it

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