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24Ottobre2011 Algeria, rapita una cooperante del Cisp Lavorava in un campo profughi Sahrawi

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foto: fonte repubblica.it

Da Repubblica.it -TINDUF (Algeria). Una cooperante italiana del CISP 1, Rossella Urru, e due colleghi spagnoli sono stati rapiti intorno a 1.30 (ora italiana, 0.30 ora algerina) in un campo profughi Sahrawi nel sud dell’Algeria, nella regione di Rabuni.

Lo hanno reso noto i media spagnoli citando fonti del Ministero dell’Informazione della Repubblica Araba Sahrawi Democratica (Rasd). Gli spagnoli rapiti sono Ainhoa Fernandez de Rincan, membro della Associazione degli Amici del Popolo Sahrawi dell’Extremadura, e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat 2. I rapitori sarebbero arrivati dal Mali a bordo di un fuoristrada e con le armi spianate hanno attaccato la foresteria di un campo profughi a ovest di Tinduf. Un’altra donna italiana, Maria Sandra Mariani, è stata rapita ormai otto mesi fa nel sud dell’Algeria.

Un sequestro occasionale. Rossella Urru lavorava lì da circa due anni in un progetto in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati 3 (UNHCR). Il CISP è presente tra i rifugiati Saharawi dall’85 “ed è la prima volta che accade una cosa del genere” – ha detto Paolo Dieci, direttore del CISP-Sviluppo dei Popoli – e questo, per il momento, ci sta facendo pensare al fatto che il rapimento abbia un carattere occasionale, senza alcun connotato di contrasto alla lotta che il popolo Saharawi”. Lotta che conduce dal 1975, da quando cioè l’esercito marocchino entrò nella zona attigua ai confini con il Sahara Occidentale. Questa analisi dell’episodio è peraltro condivisa anche dall’organizzazione dei Saharawi in Italia.

Il ministero: “Massimo riserbo”. Il ministero degli Esteri, attraverso l’Unità di Crisi e l’Ambasciata italiana ad Algeri, ha immediatamente attivato tutti i canali utili per promuovere una positiva soluzione della vicenda, e si mantiene in contatto con i familiari e con il CISP. La Farnesina, conclude la nota, rivolge agli organi di informazione un appello a mantenere, sul caso, il necessario riserbo, nell’interesse della nostra cittadina, e ad astenersi dal pubblicare notizie non controllate e verificate.

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