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31Ottobre2011 Networking Memories: un vero successo lo spettacolo teatrale

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E’ stato un vero successo. La prima dello spettacolo teatrale organizzato all’interno del progetto Networking Memories, il 26 settembre a Pristina, ha guadagnato commenti davvero positivi, tanto da essere citata anche in un articolo sul Pristina International Film Festival.

Lo spettacolo teatrale è stato messo in scena attraverso il coinvolgimento di un gruppo di giovani serbi, kosovari, bosniaci,  le cui memorie del passato durante il periodo della ex Jugoslavia sono diventate oggetto dello spettacolo stesso. Lo scopo non era quello di mitizzare il passato o esprimere giudizi su di esso, ma costruire un futuro migliore utilizzando memorie e sentimenti condivisi a livello umano per rafforzare la tolleranza, l’inclusione sociale e la democrazia.

Il pubblico ha riso e applaudito: la rappresentazione comica dei rapporti tra serbi e albanesi ha potuto far riflettere il pubblico, attraverso una chiave leggera, sulla banalizzazione strumentale di alcuni aspetti dei rapporti stessi tra le due popolazioni e su come gli interessi a far cresscere l’odio, aperto o nascosto, ci possono travolgere.

Spiega il coreografo: “Quando si mette in scena uno spettacolo teatrale non sappiamo mai se raggiungerà il pubblico, lo smuoverà, lo farà ridere o riflettere su temi importanti. Credo che il nostro spettacolo sia riuscito in tutti questi aspetti. E’ stato uno spettacolo coraggioso, messo in scena in un luogo in cui tante sono state le atrocità commesse da una parte e dall’altra. Lo spettacolo ha messo in stretto contatto attori e persone del team artistico provenienti da Serbia e Kosovo, facendo superare le difficoltà attraverso il lavoro comune. Vivere per un mese a Pristina ci ha permesso di conoscere meglio il posto, il modo di vivere e di lavorare. Il nostro team artistico è stato a stretto contatto giorno per giorno,  uscendo insieme, mangiando insieme, lavorando insieme. Ciò ha permesso di instaurare tra di noi un profondo rispetto professionale e personale.

Per quanto riguarda il pubblico, il fatto di aver cercato di trasmettere il messaggio attravero l’umorismo e la ricerca dell’assurdo, ha prodotto risultati. Le persone hanno riso in molte scene durante tutto lo spettacolo. Era una risata catartica, perchè solo ridendo su di noi e sull’assurdità delle cose possiamo essere pronti al cambiamento e a fare passi avanti. Credo che lo spettacolo sia riuscito a far fare questo passo in avanti”.

Presto il progetto si ‘sposterà’ in Bosnia-Erzegovina: altri spettacoli, altre performance, altri musei della memoria, altri momenti di condivisione vedranno protagonisti i giovani balcanici. Intanto, date uno sguardo al Museo della Memoria in Kosovo!

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