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01Novembre2011 Il Progetto PerIS sta per concludersi. L’intervista a Laura Burocco, la cooperante Arcs in Brasile

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Sono passati quasi tre anni e il progetto PerIS sta per concluedersi.

E’ stato un progetto complesso, volto ad affrontare il grave problema dell’esclusione sociale della popolazione vulnerabile di Rio de Janeiro, in particolare giovani e donne di tre aree delle favelas cittadine (Cidade De Deus, Santa Marta e Grande Tijuca), attraverso la creazione di sportelli di orientamento al lavoro, la formazione professionale, la promozione di forme di cooperativismo e di economia solidale.

Abbiamo scelto, alla fine di questi tre anni, di lasciare la parola a chi il progetto l’ha seguito con dedizione in tutte le sue fasi e dal campo: Laura Burocco, cooperante di Arcs in Brasile. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande:

1) Dopo 3 anni il progetto PERIS sta giungendo a conclusione. Puoi elencarci brevemente le attività principali per l’inclusione sociale che sono state realizzate grazie al progetto?

Il progetto ha coinvolto tre aree di Rio de Janeiro: Cidade de Deus, Santa Marta, Tijuca in differenti attività.

A Cidade de Deus è stato creato con successo un Punto di Orientamento al Lavoro (chiamato in portoghese POT) all’interno dell’Agencia de Desenvolvimento Local (Agenzia di Sviluppo locale). E´stato realizzato un orto comunitario con una gestione partecipata dei giovani di Rochina 2, un’area particolarmente povera di Cidade de Deus. I giovani sono stati inoltre coinvolti in diverse attività culturali, dalla visita ai musei alla creazione di esposizioni nella città, ad attività sportive.

A Santa Marta c’è stata una ricca offerta di corsi grazie al gruppo di sarte e ricamatrici Costurando Ideais. Le molteplici attività del gruppo hanno permesso al gruppo stesso di manutenere lo spazio fisico dove lavora, di creare dei punti vendita e far conoscenre maggiormente la propria attività.

A Tijuca il Gruppo Arteiras ha portato avanti con nuovo slancio una serie di attività. Il Gruppo è formato da circa 20 donne di diverse favelas e nasce nel 2002 nel contesto “dell’Agenda Social Rio”. Il gruppo interviene nell’area della Grande Tijuca promuovendo incontri di persone, movimenti popolari, gruppi e istituzioni della società civile e del governo per riflettere discutere e promuovere azioni volte al superamento delle disuguaglianze sociali e all’integrazione tra le favelas e i quartieri limitrofi. Le “Arteiras” condividono pratiche e conoscenze impegnandosi soprattutto sul riciclaggio e il riutilizzo di materiali.

Il fatto che all’interno della sede del gruppo si sia installato un POT ha favorito una maggiore circolazione di persone stimolando la proposta e la realizzazione di divesi corsi di formazione

2) Quante donne e quanti ragazzi hanno partecipato alle attività?

Un numero considerevole. A Cidade de Deus hanno partecipato direttamente alla gestione delle attività 8 donne, ma le attività hanno raggiunto indirettamente circa 100 ragazzi e altre 10 donne; a Santa Marta hanno partecipato alla gestione direttamente 5 donne e indirettamente, come partecipanti alle attività proposte, circa 20 donne; a Tijuca direttamente 12 donne e indirettamente circa 50 donne oltre ai molti giovani che si rivolgono al POT.

3) Ci sono state esperienze di creazione di cooperative in questi tre anni?

No, per una scelta ben precisa. E´stato infatti deciso di rinforzare i gruppi già esistenti senza crearne di nuovi. Inoltre l´esperienza ha mostrato come le cooperative in Brasile incontrano difficoltà perché sovraccaricate dalla burocrazia e da tasse. Quindi alla fine del secondo anno del progetto è stato realizzato un seminario molto importante e partecipato dai gruppi di economia solidale in cui non solo si sono evidenziate queste difficoltà, ma queste stesse difficoltà sono state portate ai rappresentanti del potere publico ( in particolare la Secretaria Especial de Economia Solidaria) perché prendesse provvedimenti.

4) Hai parlato con alcune persone che hanno beneficiato dei corsi di formazione. Come è cambiata la loro vita? Puoi riferirci la storia di qualcuno di loro?

Sono tanti gli esempi che mi vengono in mente. Tra i più concreti, quello di Sara che coordina il POT di Tijuca. E’ entrata nel gruppo Arteiras in coincidenza del secondo anno del progetto. Si è rivelata una figura centrale nella gestione delle attivitá del progetto in quell’area. In generale penso tutte le persone direttamente coinvolte nel progetto e con cui c’è stato un rapporto costante di monitoraggio e programmazione (una riunione di un giorno intero al mese con ilcoordimamento) hanno– nel corso di questi 3 anni – migliorato moltissimo la loro capacità non solo di organizzarsi ma anche di assumere responsabilità e di essere rispettate. Penso – e spero – che questo influenzi positivamente non solo le attività nel progetto ma in generale la loro vita.

5) Se tra qualche anno ti chiedessero di ricordarti del progetto Peris quale immagine, frase, volto ti verrebbe in mente?

Tanti. Perché tante sono le persone con cui ho lavorato con tante difficoltà e tanti risultati, stanchezze e sorprese, delusioni e commozioni, discussioni e risate e nelle più diffenti situazioni! Le persone che hanno coordinato i POT a Cidade de Deus e a Tijuca, le persone di Arteiras che sono le prime con cui ho lavorato appena arrivata presso il partner Ibase… e senza dubbio il co-coordinatore del progetto per Ibase, Itamar: con lui c’è stato un processo di conoscenza reciproca e di ricerca del modo migliore per poter lavorare in equipe malgrado le differenze. E c’è una frase che ricorderò sempre (me la sento dire quasi ogni giorno!): “ perché i loro tempi sono differenti dai tuoi! “ Tutto ciò è stato veramente per me un grande ‘aprendizado’!

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