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13Dicembre2011 Durban COP17. Persa un’occasione importante per combattere il cambiamento climatico. Fair: “senza interventi sostanziali rischiamo l’apartheid climatico”.

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[Durban/COP17 – 11 dicembre]. Il Pacchetto di Durban è la risultanza delle oltre due settimane di negoziati alla COP17 di Durban, in Sudafrica, che avrebbero dovuto dare una risposta forte e definitiva alla lotta al cambiamento climatico.

“Un risultato debole, insufficiente” commenta Alberto Zoratti, dell’organizzazione dell’economia solidale Fair presente a Durban nel network internazionale Climate Justice Now!, “che non è assolutamente all’altezza della crisi climatica che ci troviamo ad affrontare”.

Il Protocollo di Kyoto è stato salvato nella forma e nella struttura, ma i contenuti sostanziali sono ancora una volta stati rimandati lasciando ancora una volta nell’incertezza miliardi di persone che aspettano risposte concrete e non approcci procedurali ad un fenomeno che sta peggiorando di giorno in giorno.

“I dati dell’IPCC e dell’UNEP stanno continuando a metterci in guardia sul rischio di superare il punto di non ritorno” sottolinea Zoratti, “questo significa che milioni di persone in tutto il mondo rischiano di essere colpite da eventi atmosferici estremi, da siccità, da perdite di raccolti che peggioreranno la condizione di vita di intere comunità”.

Il Green Fund, istituito un anno fa a Cancun, non è ancora stato finanziato adeguatamente, nonostante sia in programma di mobilizzare oltre 100 miliardi di dollari all’anno al 2020, “una cifra”, secondo Zoratti, “assolutamente inadeguata, che non risponde alle reali esigenze di sostenere l’adattamento e combattere la mitigazione. Ma anche le modalità di finanziamento del fondo, che per noi dovrebbe essere pubblico e senza interventi di istituzioni come la Banca Mondiale, rimangono nel vago”.

Tutto il pacchetto approvato a Durban, quindi, se salva un percorso multilaterale e la Conferenza delle Parti dell’Onu, comunque uno spazio necessario sebbene non sufficiente per combattere il cambiamento climatico, è una risposta debola ad una crisi reale.

“I Governi del mondo non hanno dimostrato alcuna capacità di leadership” conclude Zoratti, “il rischio è quello dell’apartheid climatico, miliardi di persone lasciate al loro destino, senza strategie di contenimento del fenomeno né di sostegno reale alle comunità colpite. Dalla città di Durban, e dal Sudafrica liberato dal giogo dell’apartheid, ci saremmo aspettati di più. E’ importante una mobilitazione vera, delle persone, della società civile, dei movimenti sociali per cominciare a mettere in atto, anche dal basso, la transizione ad una società diversa, obiettivo oramai non più eludibile”.


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