fbpx

20Dicembre2011 Rete Euro-Mediterranea per i Diritti dell’Uomo (EMHRN-REMDH)- Appello della Società Civile alle Nazioni Unite: il Consiglio di Sicurezza deve prendere provvedimenti di emergenza per garantire la protezione dei civili in Siria. Comunicato stampa del 18/12/2011.

Condividi

Pubblichiamo l’appello della Rete Euro-Mediterranea per i Diritti dell’Uomo (EMHRN-REMDH) del 18/12/2011, in lingua araba e in lingua inglese, firmato da più di 60 associazioni umanitarie internazionali, con cui viene fatta richiesta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di prendere misure di emergenza contro le violazioni dei diritti dell’uomo delle autorità siriane.

La EMHRN-REMDH chiede in particolare:

-la fine degli attacchi contro i civili e i manifestanti pacifici;

-il riconoscimento delle decisioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e della Lega degli Stati Arabi (LAS), il rilascio dei prigionieri politici, il ritiro dei militari dalle aree urbane, il diritto di informazione e di circolazione della stampa internazionale;

-di sottoporre la Siria al giudizio della Corte Criminale Internazionale, come già richiesto il 2 dicembre dalla Commissione d’inchiesta che ha documentato i crimini contro l’umanità perpetrati dal governo siriano;

-la cooperazione della Siria con la Lega degli Stati Arabi (LAS) alla quale deve inoltre esser concessa la libertà d’accesso in territorio siriano;

-che sia proibito a tutti gli Stati di fornire armi alla Siria per prevenire il loro uso illecito;

-che sia concesso asilo politico a tutti i rifugiati siriani.

Dall’inizio delle proteste in Siria, quasi 5000 persone sono state uccise, e diverse migliaia sono state arrestate in modo arbitrario o risultano misteriosamente scomparse. L’uso della tortura è lampante e largamente diffuso. Città quali Homs, Deraa, Hama, Idlib e Deir El-Zour sono sotto assedio militare.

In questo contesto, la EMHRN-REMDH è profondamente costernata a causa del fallimento di ogni azione concreta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Dallo scorso ottobre, quando il Consiglio di Sicurezza ha bocciato il provvedimento che avrebbe garantito un controllo delle autorità siriane, a causa del veto posto da Russia e Cina, e dell’astensione di Sud-Africa, India, Brasile e Libano, migliaia di civili sono morti, e la Siria ha di fatto impedito alla Lega degli Stati Arabi di inviare degli osservatori sul suo territorio.

La EMHRN-REMDH si appella agli stati responsabili della bocciatura del provvedimento delle Nazioni Unite affinché rivedano la loro decisione e collaborino al ripristino delle libertà fondamentali dell’uomo sul suolo siriano. Quante altre migliaia di persone devono morire prima che la comunità internazionale assuma le sue responsabilità?

In allegato la versione originale del comunicato e lista delle associazioni umanitarie firmatarie:EMHRN-REMDH comunicato stampa

paesi d'intervento

11

Paesi di intervento

progetti

250

Progetti

operatori locali

500

Operatori locali

Iscriviti alla newsletter

Come usiamo i fondi

8%Alla struttura

92%Ai Progetti