fbpx

08Febbraio2012 Importanti novità per la cooperazione civile nel decreto missioni all’estero.

Condividi

Il decreto sulle missioni militari italiane all’estero, approvato la scorsa settimana, torna ad essere per la prima volta dal 2009 a cadenza annuale e non più semestrale. Per la prima volta la materia della cooperazione civile viene esattamente e trasparentemente indicata nel decreto ed inserita nel capitolo III:operazione che permette di rendere ‘leggibile’ e identificabile questo aspetto della presenza civile, fortemente voluto e richiesto dalle realtà associative e del mondo pacifista, ed argina ogni possibile ‘confusione e mescolanza’ di ruoli. Nel capitolo III relativo alla cooperazione si registra per l’Afghanistan e Pakistan un aumento di 7.400.000 milioni di euro, rispetto a quanto stanziato nei due decreti per il 2011. Per Iraq, Libano, Mnyamar, Somalia e Sudan, cui si aggiungono anche sud-Sudan, Libia e paesi limitrofi, si passa dai 19.100.000 previsti per il 2011 ai 33.300.000 previsti per tutto il 2012 (+14.200.000 milioni di euro); anche il Fondo per lo sminamento viene rifinanziato con un incremento di 750.000 euro. Va evidenziato un altro importante elemento: la definitiva scomparsa della task force per il coordinamento della cooperazione in Afghanistan e Pakistan, voluta dal Ministro Frattini, con l’obiettivo ‘suicida’ di emarginare ulteriormente la Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del suo Ministero. Vengono inoltre esplicitate le competenze al Ministro per la cooperazione(articolo 7), anche se ancora, in assenza di deleghe più in generale sulla cooperazione nel suo complesso, resta qualche contraddizione, soprattutto su quanto i due Ministri poi effettivamente debbano concordare nel loro agire concreto. E’ importante che all’interno del decreto si faccia riferimento esplicito all’ordine del giorno bipartisan che i parlamentari hanno approvato in relazione al sostegno ai percorsi di dialogo e pacificazione e rafforzamento della società civile in Afghanistan, che è stato sostenuto dalla rete Afgana, al cui interno forte è la presenza dell’Arci. Questa risoluzione impegna il Governo a destinare i fondi del decreto missioni sulla cooperazione civile a favorire la ricostruzione sociale del Paese nel rispetto e per la tutela e la promozione dei diritti umani, con particolare attenzione alla questione dei diritti delle donne e all’empowerment femminile. Si tratta di un percorso di continuità con i precedenti impegni presi dal Governo ed esplicitati alle delegazioni afghane nei mesi scorsi venute in Italia per riconfermare la partnership con le realtà italiane e il comune interesse per la realizzazione di attività di scambio, formazione e confronto sui temi della pacificazione e della cittadinanza attiva. Il progetto, approvato nel mese di dicembre ad un consorzio di ong e associazioni italiane facenti riferimento diretto alla rete Afgana, è in fase di avvio e si prefigge di sviluppare con maggiori attività nel Paese i percorsi di capacity building per costruire le solide fondamenta per la ‘Casa della Società Civile Afgana’.

paesi d'intervento

11

Paesi di intervento

progetti

250

Progetti

operatori locali

500

Operatori locali

Iscriviti alla newsletter

Come usiamo i fondi

8%Alla struttura

92%Ai Progetti