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15Marzo2012 In Siria continuano le detenzioni arbitrarie. Rilasciate Mazen Darwish

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Arcs si unisce alle altre organizzazioni che esprimono, in un documento, grave preoccupazione per la sicurezza di Mr. Mazen Darwish, Capo del  Syrian Centre for Media and Freedom of Expression (SCM) di Damasco e per i suoi sette colleghi, arrestati dall’Air Force Intelligence lo scorso 16 Febbraio durante un bliz nei loro uffici di Damasco.

“Secondo fonti fidate interne alla Siria”, si legge nel documento, “Mr. Darwish sarebbe stato torturato e maltrattato durante l’interrogatorio e poi imprigionato nello stesso luogo. Abbiamo ragioni fondate per credere che la sua vita sia in pericolo, soprattutto considerando il fatto che Mazen aveva già gravi problemi di salute che richiedono cure mediche e aggravano la sua condizione.

Mazen è stato arrestato insieme ad altre 15 persone durante un raid il 16 febbraio. Sette donne sono state rilasciate in libertà condizionale nelle successive 48 ore, ma devono recarsi tutti i giorni al centro di detenzione per approfondimenti. Mr. Shady Yazbek, un visitatore del SCM arrestato insieme agli altri durante il raid, è stato rilasciato il 12 Marzo. Finora non è stata formulata nessun accusa contro di loro.

Dall’inizio della detenzione, Mr Darwish e altri 8 uomini sono mantenuti in isolamento presso il centro di detenzione dell’Air Force Intelligence di El Mezzeh, a Damasco. Non possono avere contatti con gli altri colleghi, con familiari o con i loro avvocati e finora non sono state formulate accuse specifiche neanche per loro.

Le organizzazioni chiedono un rilascio incondizionato dei prigionieri, visto che le motivazioni dell’arresto sembrano apparentemente legate alle loro attività pacifiche come difensori dei diritti umani, bloggers e giornalisti.

Dall’inizio dei disordini scatenatisi nel Paese, le varie organizzazioni hanno documentato sistematiche e diffuse torture da parte dei servizi di sicurezza siriani nei confronti dei detenuti. Secondo il Violations Documentation Center, un network di attivisti siriani, almeno 386 detenuti sono morti durante la carcerazione dall’inizio della sollevazione il 15 marzo 2011.

Le autorità siriane sono responsabili secondo il diritto internazionale nel garantire l’integrità fisica e psicologica di tutti i detenuti, compresi Mr Mazen Darwish e i suoi colleghi. Inoltre, le autorità siriane devono mettere fine immediatamente agli arresti arbitrari e alle molestie nei confronti di difensori dei diritti umani, compresi coloro che si occupano di libertà di espressione, giornalisti e bloggers. Le autorità devono rilasciare tutte le persone che sono arbitrariamente detenute.

Le organizzazioni che hanno sottoscritto il documento sono: Al Karama Foundatio, ARTICLE 19, Cairo Institute for Human Rights Studie, Damascus Center for Human Rights Studies, Euro-Mediterranean Network for Human Rights, Front Line – International Foundation for the Protection of Human Rights Defenders, Humanist Institute for Development Cooperation, International Commission of Jurists, International Media Support, Kurdish Committee for Human Rights, Observatory for the Protection of Human Rights Defenders, a joint programme of the International Federation for Human Rights (FIDH) and the World Organisation Against Torture (OMCT), Reporters Without Borders, Syrian Organization for Human Rights “Swasiah”, Syrian Organization for Human Rights “MAF”

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