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02Aprile2012 La nascita di due piccole cooperative agricole nel centro sud dell’Albania

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Lo scorso anno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato, con la risoluzione A/RES/64/136, il 2012 “anno  internazionale delle cooperative”. Questo atto mira ad incoraggiare i cittadini, i governi e le comunità, a riconoscere l’importante contributo delle cooperative, nel raggiungimento degli obiettivi di crescita e sviluppo sostenibile a livello non solo locale ma anche globale.

Da anni l’Arci e in particolare l’Arci Milano, consapevole delle potenzialità del sistema cooperativistico per l’implementazione di sistemi agricoli a ridotto impatto ambientale e per lo sviluppo economico dei paesi terzi, sostiene questa politica con diverse attività progettuali.

Alcune criticità, rispetto alla politica del sostegno allo sviluppo locale delle cooperative, emergono in un paese, quale l’ Albania dove ancora forte è il lascito del contesto politico passato. Nello specifico, dall’esperienza progettuale di Arci Milano, la difficoltà incontrata è stata  la mancata consapevolezza dei soggetti interessati, in questo caso i contadini del distretto di Berat, delle potenzialità del modello cooperativo. Non solo non avevano affatto questa consapevolezza, ma  durante gli incontri con i contadini stessi, al solo nominare le cooperative si “rischiava” nel vero senso della parola, di essere malamente cacciati. Le motivazioni di tale atteggiamento non sorprendono affatto: per quarant’anni le cooperative agricole forzate sono state l’incubo di tutti i contadini.

Dopo la caduta del rigido sistema socialista in Albania si assiste, inevitabilmente,  al collasso del sistema cooperativistico. Nel distretto di Berat le impopolari cooperative si sono letteralmente sgretolate e purtroppo anche  il concetto di lavorare in sinergia, non solo in agricoltura ma in qualsiasi settore produttivo, è scomparso.

Nel 2011, c’è stata una svolta grazie ai finanziamenti a tutela della biodiversità del Comune di Milano, il progetto “Implementazione del consorzio agrario di Cukalat in  Albania, e relativa attivazione di sistemi agricoli a basso impatto ambientale”. Successivamente, grazie al progetto di sviluppo locale della Fondazione Cariplo, progetto “Albania Neser – Albania domani”,  si è riusciti, anche se con notevoli  difficoltà, a convincere alcuni agricoltori a rimettersi insieme, ottimizzando la produzione con un notevole risparmio sui costi. Grazie a queste attività progettuali, sono nati i consorzi agrari di Cukalat e di Skrapar Corovode. L’utilizzo della parola “consorzio”,  pressoché sconosciuta, non evocava le antiche paure, ed ha contribuito al faticoso lavoro di inserimento di un modello di sviluppo cooperativo con il  tessuto sociale albanese.

Ad oggi le due realtà contano una trentina di soci e sono oggetto di forte interessamento di tutta la comunità. I contadini dei consorzi mirano ad una produzione di qualità, adottando metodi di agricoltura biologica. I progetti, infatti, prevedono una serie di stage formativi, sia in loco che in Italia, al fine di accompagnare la fase di sviluppo  dei consorzi. La strada verso il totale avvio di un modello cooperativo è in salita, e ancora più importante è il fatto che i soci del distretto sono sempre più convinti della validità del modello sperimentato e ormai adottato.

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